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Home » Valter Lavitola, fonti Dap smentiscono che abbia subito un’aggressione in carcere
Cronaca

Valter Lavitola, fonti Dap smentiscono che abbia subito un’aggressione in carcere

Di Sala Notizie2 Settembre 20262 min di lettura
Valter Lavitola, fonti Dap smentiscono che abbia subito un’aggressione in carcere
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Nessuna aggressione risulta agli atti del carcere di Rebibbia nei confronti di Valter Lavitola. È la conclusione a cui sono giunte le verifiche interne del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: secondo fonti del Dap non esistono relazioni di servizio né altra documentazione che attesti episodi di violenza ai danni dell’ex editore, detenuto nell’inchiesta sul presunto attentato a Sigfrido Ranucci. La notizia dello schiaffo subito in cella era emersa dopo l’interrogatorio di Pellegrino D’Avino, indicato tra i presunti esecutori dell’attentato. L’uomo, però, avrebbe riferito il fatto soltanto per sentito dire, spiegando di averne appreso l’esistenza da altri detenuti e aggiungendo che Lavitola sarebbe stato accompagnato in infermeria. Una ricostruzione che, allo stato, non trova riscontri negli atti dell’amministrazione penitenziaria. 

Anche i difensori Sergio e Arturo Cola invitano ad accertare i fatti attraverso gli atti ufficiali. I due legali affermano di aver parlato con il loro assistito, il quale avrebbe riferito di stare bene e di non presentare segni di percosse. Per questo hanno chiesto alla Procura di conoscere l’eventuale esistenza e il contenuto della nota redatta dalla polizia penitenziaria sulla presunta aggressione. La difesa sottolinea inoltre che Lavitola è ristretto in un reparto di alta sicurezza con detenuti accusati o condannati per reati di mafia e sostiene che proprio tale contesto imponga un rigoroso accertamento dei fatti.

Parallelamente resta aperto il fronte della misura cautelare in atto. L’avvocato Sergio Cola sostiene che i termini per la fissazione dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame siano stati superati e che, di conseguenza, la custodia cautelare debba perdere efficacia per decorrenza dei termini. Il legale richiama il decreto Nordio del 2023, secondo cui i procedimenti aggravati dal metodo mafioso rientrano nella criminalità organizzata e non beneficiano della sospensione feriale. La questione sarà sollevata davanti ai giudici e, in caso di rigetto, sarà portata in Cassazione.

Lavitola il 7 settembre renderà dichiarazioni spontanee in videocollegamento e non sarà presente in aula. La difesa depositerà una memoria poco prima dell’udienza.

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