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Home » Vance o Rubio? Il sondaggio privato di Trump in vista del 2028. L’Iran e le Midterm saranno cruciali
Politica

Vance o Rubio? Il sondaggio privato di Trump in vista del 2028. L’Iran e le Midterm saranno cruciali

Di Sala Notizie30 Marzo 20264 min di lettura
Vance o Rubio? Il sondaggio privato di Trump in vista del 2028. L’Iran e le Midterm saranno cruciali
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JD o Marco? Donald Trump sonda i suoi per capire chi potrebbe succedergli. Pare, infatti, stando a quanto scrive Reuters, che il presidente americano starebbe facendo questa domanda ad alleati e consiglieri, per capire chi potrebbe essere l’erede della sua seconda (e ultima) presidenza. Inciso: è una novità il solo fatto che il capo della Casa Bianca, con questo “sondaggio informale”, dimostri di non contemplare l’ipotesi di un “terzo mandato”, tema su cui, in passato, Trump ha fatto dichiarazioni contrastanti.

Quindi, il vicepresidente J.D. Vance o il segretario di Stato, Marco Rubio? In vista delle elezioni presidenziali del 2028, e alla luce dell’impossibilità – Costituzione alla mano – di ricandidarsi, Trump cerca pareri sulle due opzioni, su chi avrebbe più chances contro uno sfidante dem (Newsom?). Cruciale, in questa riflessione, è la guerra in Iran, rispetto alla quale i dioscuri trumpiani divergono.

 

La guerra in Iran e i suoi sviluppi incideranno sulla scelta

Il conflitto, spinto da Israele e a cui gli Usa hanno dato mostra di “andare a rimorchio”, non solo rischia di compromettere l’eredità del 47esimo Commander in Chief ma mette alla prova il posizionamento del suo “numero due” e del volto della diplomazia statunitense. Una fine rapida del conflitto, entrato nella quinta settimana, potrebbe favorire Rubio, tra i principali supporter della campagna contro Teheran. Una guerra prolungata potrebbe invece consentire a Vance, scettico del coinvolgimento Usa, di riflettere l’orientamento America First della base MAGA, di cui Vance è un figlio preminente (senza, al tempo stesso, rompere con il presidente). Anzi, è proprio l’universo “Make America Great Again” a dover essere tenuto insieme da Vance, le cui diverse anime stanno andando in ordine sparso e, rispetto alla guerra in Medio Oriente, stanno mostrando sempre più insofferenza.

Se Vance si candida, Rubio farebbe un passo indietro puntando alla vicepresidenza

Secondo Reuters, Rubio (54 anni) non si candiderebbe se Vance (41enne) decidesse di farlo: stando alle fonti dell’agenzia di stampa, il segretario di Stato sarebbe contento di essere il suo running mate, puntando alla vicepresidenza. D’altro canto, Vance deciderà se candidarsi solo dopo le elezioni di metà mandato, in calendario a novembre. Al contempo, è emerso il piano di alcuni finanziatori della galassia GOP di spingere la nomination repubblicana di Rubio, mentre al Cpac (la Conferenza dei Conservatori) in corso a Dallas, in Texas, Vance ha vinto lo straw poll (sondaggio informale) per la corsa alle prossime elezioni: 53% di preferenze contro il 35% del segretario di Stato.

Rubio esposto sull’Iran. Ma Vance non resta fermo e va in Ungheria da Orban

La visibilità che in questa fase fa sorridere Rubio viene controbilanciata dal tour internazionale di Vance: il vicepresidente sta visitando diversi Paesi del continente americano, per cercare sponde alla politica economica a stelle e strisce, prima di recarsi dopo Pasqua in Ungheria, per farsi vedere accanto al grande alleato Viktor Orban e augurargli di vincere le elezioni del 12 aprile (che però sono a rischio per il premier sovranista).

Dal punto di vista di Trump, le differenze ideologiche sono tollerabili purché si resti a lui fedeli. Anzi, l’approccio cauto di Vance sulla guerra contro l’Iran pare abbia aiutato il presidente a comprendere meglio la posizione di parte del suo elettorato. L’ex Marine, che ha servito in Iraq come cronista al seguito delle truppe, potrebbe assumere un ruolo più diretto nei negoziati con Teheran se l’inviato speciale Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner, faranno progressi sufficienti, aggiunge Reuters.

Trump non ha preferenze. E il suo gradimento è ai minimi

Intanto, un funzionario della Casa Bianca riferisce che al momento il tycoon “non vuole consacrare nessuno” e che non ha una preferenza tra i due. Tuttavia, c’è chi tra le fila repubblicane vede un “linguaggio del corpo” del presidente più favorevole verso Rubio.

Con le Midterm all’orizzonte, la reputazione dello stesso Trump è in gioco: la sua approvazione nazionale è scesa ai minimi da quando è tornato alla Casa Bianca, al 36% secondo Reuters/Ipsos. Non aiutano una guerra mal vista e il fatto che i prezzi della benzina sfiorino 4 dollari al gallone, ai massimi del 2022.

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