L’ufficio stampa del Quirinale comunica che la Presidenza della Repubblica ha inviato, in data odierna, la seguente lettera al Ministero della Giustizia: “In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”.

Gli articoli a cui fa riferimento il Quirinale riguardano dei servizi pubblicati dal Fatto Quotidiano a partire da sabato 25 aprile.  Nel primo titolava ‘Nicole Minetti gestiva il ranch con le squillo’ in Uruguay. Nel servizio si scriveva che a Maldonado, città del paese sudamericano, nella villa e sullo Yacht del suo compagno, Giuseppe Cipriani, c’erano “sere di sesso a pagamento, anche con le visite di Epstein e Campbell”. Nicole – si legge nell’articolo del quotidiano – ‘sceglieva le ragazze, gli abiti ed il parrucchiere’. Nell’ultimo servizio, quello di oggi, si fa riferimento al bimbo che le sarebbe valsa la grazia da parte del Colle. Infatti, la ex consigliera regionale in Lombardia del Pdl ha ottenuto la grazia ‘umanitaria’ per via di un bambino dato per abbandonato che avrebbe avuto bisogno di cure, scrive ancora il Fatto che – in base alla lettura degli atti a cui fa riferimento – avrebbe i genitori ancora vivi per quanto poveri.   Sempre secondo il quotidiano emergebbero dei dubbi proprio sulle cure mediche di cui il bimbo necessiterebbe e sugli accertamenti svolti per arrivare alle conclusioni che hanno portato il Colle a concedere la grazia. In questo quadro, sempre il Fatto sottolinea alcuni momenti oscuri come la scomparsa nel febbraio del 2026 della madre biologica del bambino e la fine dell’avvocata che la difendeva (morta carbonizzata) dopo che Minetti (titola il Fatto oggi) aveva fatto causa ai genitori biologici per ottenere l’affidamento del bambino.

La richiesta di approfondimenti sui requisiti per la concessione dell’atto di  clemenza è stata rivolta al ministero  della Giustizia, che è competente in via esclusiva a svolgere  l’attività istruttoria in merito alle domande di grazia, come sancito  dalla Corte Costituzionale (sentenza numero 200 del 2006). Il  presidente della Repubblica, in sostanza, fanno notare le stesse  fonti, non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i  fatti che gli vengono prospettati e fonda la propria decisione sui  documenti, che gli vengono sottoposti, nonché sulle valutazioni  formulate a tal proposito dall’autorità giudiziaria e dal dicastero di via Arenula.

A quanto si apprende, il ministero della  Giustizia ha quindi aperto  un’istruttoria interna sul caso e sta  operando tutte le verifiche necessarie alla ricostruzione dei fatti, anche alla luce delle recenti notizie di stampa.

Il Procuratore: “Non c’erano anomalie, il quadro era completo”

“Abbiamo acquisito i dati e svolto gli accertamenti che ci richiedeva il ministero. La procedura riguardante la richiesta di grazia ci è arrivata dal ministero a fine 2025. Sulla base di quanto chiesto, il quadro era completo e non emergevano dati anomali. L’acquisizione documentale è avvenuta attraverso i riscontri sanitari dei carabinieri”. Così all’ANSA il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano, Gaetano Brusa.

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