
Vertice intergovernativo tra Italia e Germania, oggi a Roma: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto a villa Doria Pamphilj il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Al vertice sono presenti undici ministri della delegazione italiana e dieci di quella tedesca. Dopo il bilaterale tra i due leader è previsto lo scambio degli accordi governativi e la cerimonia di firma del protocollo per un piano d’azione sulla cooperazione strategica rafforzata, un’intesa in ambito sicurezza, difesa e resilienza e un documento congiunto sulla competitività che sarà trasmesso alla Commissione Europea in vista dell’incontro informale sulla competitività del 12 febbraio. A seguire la sessione plenaria con colazione di lavoro e le dichiarazioni alla stampa di Meloni e Merz.
Roma. Vertice Italia-Germania, Meloni accoglie Merz a Villa Doria Pamphilj (Ansa)
Il Protocollo firmato da Meloni e Merz su un Piano d’azione italo-tedesco per la cooperazione strategica bilaterale
Roma e Berlino “riconfermano l’importanza fondamentale di un forte legame transatlantico tra Europa e Stati Uniti, basato su valori comuni e interessi condivisi” e si impegnano “a rispettare il diritto internazionale, compresi i principi di integrità territoriale e sovranità” è scritto nel documento siglato dalla premier italiana e dal cancelliere tedesco al vertice intergovernativo Italia-Germania. I due governi, inoltre, condividono “la responsabilità, in quanto Stati fondatori dell’Unione europea, di adoperarsi per promuovere l’integrazione europea, consentendo all’Ue di agire efficacemente per proteggere i valori e gli interessi europei”.
Nato
“Coordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica” e “rafforzare il pilastro europeo della Nato per rafforzare ulteriormente la posizione di deterrenza e difesa della Nato”: sono alcuni degli impegni presi nell’accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di sicurezza, difesa e resilienza siglato dalla premier Meloni e dal cancelliere Merz. Nell’accordo Roma e Berlino riaffermano l’impegno pieno a “rafforzare la deterrenza e la difesa della Nato e a promuovere la prontezza difensiva dell’Ue”.
Gaza
“Il sostegno all’attuazione del Piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza” è ribadito, “con l’obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione civile e aprire la strada a una soluzione a due Stati”. “Nel nostro dialogo, coordineremo strettamente i nostri attuali sforzi in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, comprese le sanzioni, il sostegno alla resilienza e alla ricostruzione dell’Ucraina e alle iniziative volte a raggiungere una pace giusta”.
Ucraina
L’accordo prevede coordinamento bilaterale “nei consessi internazionali sulle modalità per sostenere l’Ucraina nella sua difesa contro la guerra di aggressione russa”. Tra gli impegni, anche quello di continuare “a sostenere con fermezza l’Ucraina attraverso l’addestramento delle forze ucraine sotto l’egida della Missione di assistenza militare dell’Ue” e “attraverso donazioni provenienti da scorte militari, forniture industriali bilaterali, la promozione della cooperazione industriale della difesa con l’Ucraina, nonché gli appalti industriali, compresi meccanismi congiunti di appalto e finanziamento come l’iniziativa Enduring Action on Air Defence (Eaad), il Fondo europeo per la pace (Epf), il Programma europeo per l’industria della difesa (Edip) e l’Ukraine Support Instrument (Usi), nonché i pertinenti strumenti Nato”. Si prevede poi l’intenzione di “continuare e, ove possibile, ampliare” il sostegno di Italia e Germania “alle infrastrutture energetiche critiche dell’Ucraina e, attraverso il Meccanismo di Tallinn, per il supporto informatico civile, riconoscendo il loro ruolo essenziale nel rafforzare la resilienza nazionale e garantire la protezione e il benessere della popolazione civile”.
Il “dialogo strutturato” tra Roma e Berlino “si concentrerà anche sul Medio Oriente, compresa la regione del Golfo e la Penisola Arabica, il Nord Africa, in particolare la Libia, il Sahel, il Corno d’Africa, il Mediterraneo orientale, i Balcani occidentali, la Cina e l’Indo-Pacifico e l’Artico, nonché sulle relazioni esterne dell’Ue con i nostri principali partner”.
Snellimento la legislazione Ue
I governi di Roma e Berlino concordano “sul fatto che l’Ue debba limitarsi alle nuove normative necessarie, nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, mantenendo al contempo gli obiettivi politici e gli standard pertinenti”, prevede il Protocollo su un Piano d’azione italo-tedesco. Nel testo si sottolinea anche che “tutti i co-legislatori dovrebbero adottare una nuova mentalità di autocontrollo legislativo e regolamentare per evitare inutili oneri amministrativi”. Italia e Germania intendono “contribuire attivamente al processo in corso per semplificare e snellire la legislazione Ue vigente e riformare, semplificare e accelerare urgentemente le procedure amministrative per autorizzare progetti di investimento nell’Ue senza compromettere gli obiettivi politici e gli standard pertinenti. L’obiettivo deve essere quello di creare un contesto normativo semplice e prevedibile”.
“Rafforzare la competitività dell’Ue è e rimane una priorità assoluta per noi, per evitare oneri amministrativi inutili e garantire condizioni di parità innovative” è scritto ancora nel Protocollo. I due leader chiedono “riforme strutturali, un conseguente programma di semplificazione, autocontrollo legislativo, un’attuazione non burocratica e favorevole alle imprese e alle Pmi delle iniziative dell’Ue, nonché il miglioramento delle condizioni quadro senza compromettere gli obiettivi politici e gli standard pertinenti”. Per Roma e Berlino “una stretta cooperazione congiunta sull’attuazione della strategia per il mercato unico contribuirà a ridurre gli ostacoli rimanenti, in particolare alla libera circolazione di beni e servizi”. “Come proposto nella Relazione Letta e nella Relazione Draghi” Meloni e Merz sottolineano “la necessità di potenziare l’innovazione attraverso un 28° regime di diritto societario ambizioso e flessibile, aperto a tutte le imprese europee, per superare la frammentazione, i costi transfrontalieri e l’incertezza per coloro che operano in più Paesi dell’Ue, promuovendo gli investimenti, la mobilità dei talenti e la crescita nel mercato unico. Gli standard nazionali del lavoro e sociali non devono essere indeboliti”.
Antonio Tajani e Johann Wadephul (Ansa)
Tajani e Wadephul aprono il Business Forum
“Tra Italia e Germania c’è un partenariato forte, solido e proiettato verso il futuro, delle due più importanti realtà industriali dell’Ue e abbiamo il dovere di sostenere una politica industriale che permetta di favorire crescita, competitività e una politica commerciale che dia sbocco alle nostre attività produttive” ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani aprendo il Business Forum Italia-Germania a Roma, a cui si sono registrate oltre 500 imprese. “L’adesione record di 500 imprese a questo Business Forum, una presenza qualificata, è il segno dello stato delle relazioni tra i nostri due Paesi: un partenariato forte e proiettato al futuro” ha dichiarato il titolare della Farnesina, aggiungendo che è “nostro dovere sostenere una politica industriale che permetta di favorire la crescita, la competitività e una politica commerciale che dia sbocco alle nostre attività produttive” ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio.
“Italia e Germania hanno detto sì al Mercosur, che consentirà un incremento di 14 miliardi per il nostro export. Con la Germania abbiamo sempre posizioni comuni sulle grandi questioni e con il collega Wadephul abbiamo costruito rapporti molto stretti” ha affermato Tajani nel suo intervento. “Il ministro è stato ospite d’onore alla conferenza degli Ambasciatori a dicembre, lunedì eravamo a Strasburgo e ora siamo qui a Roma. Abbiamo un raccordo costante, condividiamo gli stessi valori, la stessa visione sulle priorità internazionali e sull’agenda europea” ha proseguito Tajani.
I due Paesi hanno una “comune visione fondata anche sull’interdipendenza industriale e sostenuta da rapporti politici molto stretti” ha sottolineato ancora il titolare della diplomazia italiana. Italia e Germania “condividono un modello di crescita fortemente orientato all’export, abbiamo pensato di organizzare anche missioni congiunte” ha spiegato Tajani.
“Il rafforzamento della competitività dell’UE è e rimane per noi una priorità assoluta” si legge inoltre in un documento politico siglato dal ministro degli Esteri, insieme all’omologo tedesco Johann Wadephul a margine del Business Forum.