Close Menu
  • Cronaca
  • Economia e Finanza
  • Politica
  • Salute
  • Società
  • Spettacolo
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Ambiente
  • Viaggi e Turismo
  • Di Più
    • Scienza e Tecnologia
    • Ultime Storie Web
    • Tendenza
    • Comunicato Stampa
Cosa Succede

4 fermati. Funzionario Mimit ferito gravemente

12 Gennaio 2026

Indagato Powell, governatore della Fed. La replica: “Un’intimidazione “

12 Gennaio 2026

cade una palma davanti alla chiesa vicino a un passante

12 Gennaio 2026

La strage di Crans-Montana, sui Moretti già 2 indagini nel Vallese

12 Gennaio 2026

tensioni in comunità, ma mamma Catherine resta

12 Gennaio 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Storie sul Web
Facebook X (Twitter) Instagram
Specchio Italiano
Sottoscrivi
  • Cronaca
  • Economia e Finanza
  • Politica
  • Salute
  • Società
  • Spettacolo
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Ambiente
  • Viaggi e Turismo
  • Di Più
    • Scienza e Tecnologia
    • Ultime Storie Web
    • Tendenza
    • Comunicato Stampa
Home » Violenza sulle donne, stop alla legge sul consenso. Tensioni nella maggioranza
Politica

Violenza sulle donne, stop alla legge sul consenso. Tensioni nella maggioranza

Di Sala Notizie26 Novembre 20254 min di lettura
Violenza sulle donne, stop alla legge sul consenso. Tensioni nella maggioranza
Condividere
Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email
Violenza sulle donne, stop alla legge sul consenso. Tensioni nella maggioranza

Ieri, giorno in cui era previsto l’avvio della discussione in Senato sulla riforma del reato di violenza sessuale, la maggioranza ha deciso di fermare tutto. La legge, che introduce nel codice penale il concetto di “consenso libero e attuale”, era stata approvata all’unanimità alla Camera e presentata come un accordo bipartisan tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Ma in commissione Giustizia, guidata dalla leghista Giulia Bongiorno, la coalizione di governo ha chiesto un rinvio per “ulteriori approfondimenti”.

Il governo insiste che il provvedimento “si farà”. L’opposizione parla invece di un “voltafaccia” e di un patto politico tradito.

 

Perché è stata fermata

La richiesta di rinvio è partita dalla Lega ed è stata poi seguita da Fratelli d’Italia e Forza Italia: tutte e tre le forze della maggioranza hanno detto di voler chiarire soprattutto il significato del comma sulla “minore gravità”, che prevede una riduzione della pena fino ai due terzi. È un passaggio già presente nel codice penale e sempre considerato ambiguo, secondo Giulia Bongiorno, che chiede “definizioni più chiare”.

“È vero che c’era un accordo tra Schlein e Meloni, ma non nel dettaglio, del singolo comma, o che la norma dovesse passare il 25. Escludo categoricamente di parlare di ritardi e di rinvii”, così Giulia Bongiorno a Radio 24.

«Il ddl sul consenso è assolutamente condivisibile come principio, però una legge che lascia troppo spazio alla libera interpretazione del singolo è una legge che rischia di intasare i tribunali e di alimentare lo scontro invece di ridurre le violenze». Così il leader della Lega Matteo Salvini a margine della conferenza stampa convocata dal partito alla Camera sui risultati delle regionali.

In realtà, il rinvio ha motivazioni anche politiche. I risultati delle ultime elezioni regionali hanno rafforzato la Lega, soprattutto in Veneto, e il partito di Matteo Salvini ha colto l’occasione per mostrare il proprio peso nella coalizione. Salvini ha sostenuto pubblicamente che la formulazione del consenso “lascia spazio a interpretazioni arbitrarie e rischia di intasare i tribunali”.

 

Le reazioni

La leader dem non ci sta e si rivolge direttamente “ai piani alti”. “Ho sentito Giorgia Meloni e le ho chiesto di far rispettare gli accordi”, dice Elly Schlein in Transatlantico. La legge “era stata approvata all’unanimità meno di una settimana fa. Ora sarebbe grave se, sulla pelle delle donne, si facessero rese dei conti post elettorali all’interno della maggioranza. Auspico Meloni faccia rispettare gli accordi”, aggiunge. 

Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, chiede «chiarezza perché non possiamo giocare. Governo e maggioranza devono dirci con chiarezza cosa vogliono fare. Non è accettabile per noi che la legge venga di fatto svuotata e smontata, smentendo di fatto anche la presidente del Consiglio che aveva concordato con l’opposizione di approvare il testo così come è stato approvato all’unanimità dalla Camera».

“È un voltafaccia della maggioranza, non ci fidiamo più”, scandisce la capogruppo Iv Maria Elena Boschi.

La ministra per le Pari opportunità Eugenia Roccella ha riconosciuto che “qualche correzione potrebbe essere necessaria”, soprattutto sulla definizione di “consenso libero e attuale” e sul timore di rovesciare l’onere della prova. Ma ha ribadito che “la legge si farà”.

 

I prossimi passaggi

La commissione Giustizia del Senato organizzerà un breve ciclo di audizioni con esperti indicati dai gruppi parlamentari. Il voto sul testo è quindi rimandato almeno di qualche settimana. Ieri, dopo l’annuncio del rinvio, i partiti di opposizione hanno lasciato l’aula in segno di protesta.

È probabile che il testo venga modificato, anche se il governo sostiene che l’impianto generale resterà invariato. Ma lo stop ha già riaperto i rapporti di forza nella maggioranza e messo in discussione l’accordo politico che aveva permesso l’approvazione rapida del provvedimento alla Camera.

 

Che cosa prevede la legge sul consenso

La riforma modifica l’articolo 609-bis del codice penale, sostituendo l’attuale modello “vincolato” — in cui la violenza sessuale è definita da costrizione, minaccia o abuso di autorità — con un modello basato sul consenso.
Il testo approvato alla Camera stabilisce che la violenza sessuale si configura quando un atto sessuale è compiuto “senza il consenso libero e attuale” della persona coinvolta e prevede pene da 6 a 12 anni.

È un cambiamento molto rilevante: oggi alcuni comportamenti non violenti o non minacciosi, pur privi di consenso, non vengono considerati penalmente come violenza sessuale. Con questa modifica l’Italia si allineerebbe ai 21 paesi europei che già hanno introdotto il principio “solo sì significa sì”.

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Il fronte del “No” si compatta a Roma: “Difendiamo la Costituzione dalla svolta autoritaria”

22-23 marzo sono date più probabili per referendum riforma giustizia

In Iran dilaga la protesta nonostante il blackout di Internet. La tv di Stato: “Ci sono vittime”

Meloni nella conferenza stampa annuale coi giornalisti, la diretta dalla Camera dei Deputati

Trump deride le atlete transgender davanti a una platea di deputati repubblicani

La scelta del premio Nobel Parisi: “Al referendum voto no e torno a fare politica”

Il ricordo dell’omicidio di Piersanti Mattarella, 46 anni dopo

Meloni: “Buon anno Italia, io ce la metterò tutta”

Il messaggio di fine anno di Mattarella, le reazioni della politica

Scelti dall'editore

Indagato Powell, governatore della Fed. La replica: “Un’intimidazione “

12 Gennaio 2026

cade una palma davanti alla chiesa vicino a un passante

12 Gennaio 2026

La strage di Crans-Montana, sui Moretti già 2 indagini nel Vallese

12 Gennaio 2026

tensioni in comunità, ma mamma Catherine resta

12 Gennaio 2026

Ultime Notizie

“Back to Rome. Fake news su di me”

12 Gennaio 2026

Crans Montana, Leonardo Bove è stato trasportato in elicottero al Niguarda

12 Gennaio 2026

A Ferrara gli evacuati del grattacielo accolti al Palapalestre

11 Gennaio 2026
Facebook X (Twitter) TikTok Instagram LinkedIn
© 2026 Specchio Italiano. Tutti i diritti riservati.
  • Politica sulla riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.