Un pensionato di 85 anni è morto al Policlinico San Matteo di Pavia, in seguito a contagio provocato dal virus West Nile che viene trasmesso alle persone dalle zanzare. L’anziano, da quanto si è saputo, era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale. 
Nonostante le cure somministrategli dai medici, le sue condizioni sono progressivamente peggiorate sino al decesso.
L’85enne, un professore di matematica in pensione, era residente a Sartirana (Pavia). 
Nel 2026 in Lombardia si sono registrati 84 casi di West Nile, 6 dei quali in provincia di Pavia. Nella maggior parte dei casi la febbre del Nilo provoca sintomi lievi; solo nell’1 per cento dei contagi le conseguenze possono essere gravi. 

Terzo caso in Abruzzo: 67enne ricoverata a Chieti 

Un caso confermato di infezione da virus West Nile riguarda una donna di 67 anni, residente in un paese della provincia di Pescara e attualmente ricoverata nell’Unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale di Chieti. 

Si tratta del terzo caso in Abruzzo.  È in corso l’indagine epidemiologica del Servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica (SIESP) della ASL di Pescara, condotta dai Dirigenti Medici Serena Ruscitti e Italo Porfilio e dalle Assistenti Sanitarie Flavia Fracassi e Anastasia Mennucci, volta a a ricostruire gli spostamenti della paziente degli ultimi 21 giorni per capire se abbia contratto l’infezione in altri luoghi oppure da una zanzara del posto.
 Il SIESP sta inoltre inviando le comunicazioni previste ai Sindaci della provincia di Pescara e ai Medici di Medicina Generale, nell’ambito delle misure di prevenzione e sorveglianza sul territorio.
 Parallelamente, la UOC Sanità Animale della ASL di Pescara, diretta dal Dr. Angelo Giammarino, è impegnata ad intensificare le attività di sorveglianza finalizzate a rilevare l’eventuale circolazione del virus tra gli insetti vettori e le popolazioni animali sensibili alla West Nile Disease.
Le attività, condotte in coerenza con quanto previsto dal Piano Nazionale arbovirosi 2026, sono svolte in raccordo con il Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo e con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, presso il quale sono eseguite le analisi.
“La ASL di Pescara ha attivato tutte le competenze coinvolte nella sorveglianza del virus West Nile, attraverso un’azione coordinata tra i servizi di sanità pubblica e di sanità animale e in raccordo con le istituzioni regionali – dichiara il Direttore Sanitario aziendale, dottore Rossano Di Luzio –.
L’indagine epidemiologica è attualmente in corso. In questa fase è importante adottare con attenzione le misure utili a prevenire le punture di zanzara e a limitarne la proliferazione”. 

 

Nuovo caso di Febbre del Nilo nell’uomo nell’Oristanese, il 21° nel 2026

Intanto sono saliti a ventuno i casi umani di contagio da virus della Febbre del Nilo nella provincia di Oristano. Un ultraottantenne è ricoverato nell’ospedale San Martino del capoluogo provinciale.
La Asl fa sapere che ono state avviate l’inchiesta epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono da parte delle autorità competenti la disinfestazione dell’area di residenza delle persone che hanno contratto il virus.
Il primo caso di West Nile risale al maggio scorso e ha riguardato un soggetto ultrasessantenne, il secondo una persona ultranovantenne che, dopo aver contratto il virus e sviluppato la malattia, era purtroppo deceduta. Il terzo caso, un ultrasessantenne, che è stato dimesso dal presidio ospedaliero oristanese ed è tornato a casa, il quarto un ultraottantacinquenne, ancora ricoverato al San Martino, il quinto caso e il sesto caso un cinquantenne e un ultrasettantenne, che hanno fatto rientro entrambi nelle loro abitazioni, il settimo e l’ottavo caso due ultrasettantenni ancora ricoverati all’ospedale San Martino di Oristano, il nono un ultracinquantenne, che ha già fatto rientro a casa. Dal decimo al dodicesimo caso due ultrasettantenni e un ultracinquantenne, ancora ricoverati presso il presidio ospedaliero oristanese, il tredicesimo e quattordicesimo caso un ultracinquantenne e un ultraottantenne, anche loro ancora in osservazione nell’ospedale di Oristano, dove si trova ancora ricoverato anche un ultrasettantenne, il quindicesimo caso, mentre il sedicesimo, un altro ultrasettantenne, ha fatto rientro nella sua abitazione. Gli ultimi quattro casi, diciassettesimo, diciottesimo, diciannovesimo e ventesimo, due ultrasettantenni e due ultracinquantenni, si trovano ancora all’ospedale San Martino. 

 

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