Alle 11.36 Genova si è fermata ancora, otto anni dopo il crollo del Ponte Morandi, per ricordare le 43 vittime della strage. Alla Radura della Memoria, luogo della commemorazione ufficiale, il minuto di silenzio scandito dal suono delle campane.
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha preso parte oggi, alla Radura della Memoria. Nel corso del suo intervento, la sindaca si è rivolta ai familiari delle 43 vittime, sottolineando come né il trascorrere del tempo e nemmeno la sentenza di primo grado del 16 luglio scorso possano attenuare il peso delle assenze: “questo 14 agosto segna un confine rispetto agli altri anni. Perché qualcosa è cambiato: c’è un elemento nuovo e denso di significato. Per la prima volta sentiamo che le nubi iniziano a diradarsi. Per la prima volta sentiamo che la sete e la voglia, il bisogno di poter avere verità, sta arrivando a noi. Nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva di condanna, è una garanzia fondamentale dello Stato di diritto. Ma il 16 luglio, in quell’aula era doveroso esserci. Era doveroso esserci come sindaca di questa città, era doveroso che le istituzioni ci fossero per guardare in faccia i parenti delle vittime e dire loro: noi siamo con voi nella ricerca della verità, siamo al vostro fianco. Nessuna sentenza di nessun grado potrà riportarvi un abbraccio che non c’è più, una persona che ami”.
