La Russia ha preso di mira per ben due volte nelle ultime settimane l’aereo che trasportava il presidente Volodymyr Zelensky. E’ quanto ha raccontato il leader ucraino in un’intervista rilasciata oggi alla Cbs News. “Il mio jet si trovava in Moldavia, ed è per questo che hanno attaccato la Moldavia. Quando siamo tornati a casa, passando di nuovo per Chiinau, hanno fatto la stessa cosa”, ha osservato il presidente ucraino, aggiungendo che uno o due droni erano entrati nello spazio aereo moldavo anche durante il suo viaggio di ritorno in Ucraina, un paio di giorni più tardi, parte di un episodio non segnalato in precedenza.
Funzionari ucraini avevano riferito, dopo il primo episodio, che la delegazione presidenziale era al sicuro e che, all’epoca, non era chiaro se l’incidente fosse intenzionale.
Secondo Zelensky l’episodio rientrava in una strategia russa per intimidire lui e altri leader stranieri. Domenica, un drone russo ha colpito un treno passeggeri poco dopo il passaggio di un altro convoglio che trasportava ospiti stranieri di alto profilo in visita in Ucraina, tra cui funzionari europei e l’ex direttore della Cia David Petraeus, vicino al confine polacco.
“Forse non sapevano che a bordo c’erano gli americani o forse, al contrario, lo sapevano, perché non mi fido di loro. Penso che lo sapessero. Ecco perché hanno attaccato: su quel treno c’erano europei, americani, una grande delegazione”, ha concluso Zelensky.

 

Condividere.
Exit mobile version