Il governo, dopo un confronto con la Commissione europea e previa autorizzazione del Parlamento, intende sfruttare integralmente il margine di flessibilità previsto dalla clausola di salvaguardia europea per la sicurezza energetica e la difesa. La richiesta riguarderà lo 0,6% del Pil per l’energia, pari a 14,4 miliardi di euro, e lo 0,9% per la difesa, cioè 21,7 miliardi, per un totale dell’1,5% del Pil nel triennio fino al 2028. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nelle comunicazioni attese alla Camera sull’attivazione della clausola prevista dalle nuove regole di bilancio dell’Ue. Al termine dell’informativa è stata votata la risoluzione di maggioranza che autorizza il governo a chiedere l’attivazione della misura: con 181 voti favorevoli, 126 contrari e 12 astenuti. La risoluzione è stata presentata dal centrodestra sulle comunicazioni del ministro dell’Economia e riformulata dopo la richiesta del Governo. Non votato, in quanto precluso dalla precedente votazione, il documento presentato da Pd-M5S e AVS, sul quale il Governo aveva espresso parere contrario, come su quelli di Azione, Italia viva, Più Europa e Futuro nazionale, tutti respinti.
Scostamento di bilancio, opposizioni unite contro richiesta del Governo all’Ue per energia e difesa
Di Sala Notizie1 min di lettura
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