Non accenna ad attenuarsi la emergenza incendi nell’Aquilano: resta alto l’allarme a Rocca Di Mezzo, comune più alto dell’Appennino, dove è divampato un preoccupante rogo alimentato dal caldo e dal vento contro il quale si sta ancora lavorando.
Una situazione particolarmente complicata perché si lavora su due fronti attivi. Sul posto, secondo gli ultimi aggiornamenti della Protezione civile regionale, due moduli dei vigili del fuoco della colonna mobile del Lazio, arrivata per rafforzare il contingente aquilano, 15 volontari, due funzionari regionali e 6 mezzi.
Le squadre stanno lavorando da terra, coordinate da un direttore delle operazioni di spegnimento. In giornata ha operato un canadair.
Ed è ancora attivo l’incendio tra il comune di Lucoli e le frazioni del comune dell’Aquila di Roio e Bagno, che ha incenerito oltre 1.600 ettari di pascoli, prati alpini e boschi.
La situazione più complessa è quella in direzione di Bagno: le fiamme questa mattina sembravano essere sotto controllo, ma si sono riattivati dei focolai, come accaduto dal 22 luglio quando è partito, nel territorio di Lucoli, e dunque decisiva ora l’opera di definitiva bonifica. Dalla Protezione civile fanno sapere che è stato in azione un canadair e che stanno operando da terra circa 20 volontari e 31 vigili del fuoco.
Resta alto l’allarme anche nel resto dell’Abruzzo, con uomini e mezzi dei vigili del fuoco e della Protezione civile ormai impegnati da giorni su più fronti. A Collarmele, nella Marsica, è in atto la bonifica con squadre elitrasportate sui due lati della montagna e fino a prima che divampasse l’incendio a Rocca di Cambio con un elicottero. In provincia dell’Aquila incendi attivi anche a Bisegna, Santo Stefano di Sessanio e Pratola Peligna, in provincia di Chieti a Gissi, Cupello e Fresagrandinaria, in provincia di Teramo a Castilenti.