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Home » Ricordato a Palermo Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia 35 anni fa
Cronaca

Ricordato a Palermo Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia 35 anni fa

Di Sala Notizie29 Agosto 20263 min di lettura
Ricordato a Palermo Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia 35 anni fa
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Sono passati 35 anni dall’omicidio a Palermo di Libero Grassi, l’imprenditore assassinato dalla mafia perché si era rifiutato di pagare il pizzo. Questa mattina alle 7.30, l’ora dell’omicidio, Grassi è stato ricordato in via Vittorio Alfieri dove il commando entrò in azione. I figli Alice e Davide hanno dipinto di rosso il marciapiede come ogni anno e affisso il manifesto scritto a mano – perché la famiglia non ha mai voluto una targa – con cui si ricorda l’imprenditore.

“Il 29 agosto 1991 è stato assassinato Libero Grassi, imprenditore, uomo coraggioso, ucciso dalla mafia, dall’omertà dell’associazione degli industriali, dall’indifferenza dei partiti, dall’assenza dello Stato”, si legge. Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, l’assessore regionale Nuccia Albano, l’assessore comunale Maurizio Carta, Antonio Balsamo presidente della corte d’appello, il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, i vertici di guardia di finanza, carabinieri e polizia, Tano Grasso, presidente onorario del Fai, la Federazione antiracket italiana, Antonello Cracolici, presidente della commissione antimafia dell’Ars e Leoluca Orlando, eurodeputato.

Piantedosi, dopo 35 anni immutato debito riconoscenza
“Sono trascorsi 35 anni dall’attentato di via Alfieri a Palermo, ma il nostro debito di riconoscenza verso Libero Grassi resta immutato. Il rifiuto dell’imprenditore di piegarsi alle logiche della criminalità organizzata è ancora oggi un esempio per tutti coloro che ogni giorno difendono i valori della legalità e della giustizia. Il suo coraggio è uno sprone a non abbassare mai la guardia e continuare a lavorare con determinazione per rendere sempre più efficace e incisiva l’azione di contrasto alle mafie. Ed è lungo questa direzione che fin dall’inizio del nostro mandato ci stiamo muovendo, rafforzando la risposta dello Stato contro la criminalità organizzata e potenziando le misure per restituire alla collettività i patrimoni confiscati. Grazie al loro riutilizzo trasformiamo quelli che erano simboli del potere criminale in presìdi di legalità, sviluppo e coesione sociale”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

La figlia: ancora poche le vittime che denunciano
“C’è una situazione molto, molto pesante, soprattutto nelle zone di San Lorenzo, Tommaso Natale e Sferracavallo, sul fronte delle intimidazioni, ma c’è chi inizia a denunciare il racket delle estorsioni. E’ ovvio che sono sempre poche persone rispetto al fenomeno. La testimonianza di mio padre un po’ è servita. Infatti c’è chi si rivolge all’associazione antiracket Palermo con l’aiuto di Addiopizzo. È chiaro, però, che molti di più dovrebbero seguire il suo esempio anche se bisogna sicuramente fare un controllo sul territorio diverso, alla luce  dei nuovi episodi intimidatori”. Lo dice Alice Grassi, figlia dell’imprenditore. 

Crosetto: la mafia si nutre di silenzio e paura
A 35 anni dall’assassinio di Libero Grassi, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato l’imprenditore palermitano ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991 dopo essersi pubblicamente ribellato al pagamento del pizzo. Crosetto ha richiamato la lettera che Grassi affidò al Giornale di Sicilia e che venne pubblicata il 10 gennaio 1991. “Volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso…”, scriveva allora l’imprenditore. “Parole semplici, ferme, rivolte direttamente a chi pretendeva di imporgli il pizzo e di entrare nelle scelte della sua azienda e della sua vita. Libero Grassi disse no. Denunciò gli estorsori e rese pubblico il ricatto mafioso, rivendicando il diritto di ogni imprenditore a lavorare liberamente”, ha sottolineato Crosetto. “Lo fece pagando anche il prezzo dell’isolamento e dell’indifferenza. Non arretrò”, ha aggiunto il ministro.

 

 

 

 

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