L’accesso alla struttura ricettiva è rigidamente controllato da uomini in canotta rossa d’ordinanza e occhiali scuri: «È tutto privato, solo per noi, non rilasciamo interviste». A Pietramurata, frazione del comune di Dro in provincia di Trento, l’edizione di “Ritorno a Camelot” si apre all’insegna della massima impenetrabilità. La storica kermesse organizzata dal Veneto Fronte Skinheads si è trincerata dietro le mura e gli spazi esterni dell’Hotel Ciclamino, dove enormi tendoni e teli oscuranti impediscono la visuale dall’esterno per garantire la totale riservatezza ai partecipanti.
Nazi-rock e militanti da tutta Europa
All’interno del perimetro si entra unicamente su invito per assistere a concerti di rock identitario, comunemente etichettato come nazi-rock. Sul palco e tra gli stand risuonano parole d’ordine e formule d’odio risalenti al secolo scorso, frammiste a declinazioni contemporanee ma accomunate dalla medesima ostilità verso le istituzioni della democrazia. La convocazione delle sigle dell’ultradestra ha richiamato militanti giunti da diversi Paesi europei, mentre tra gli ospiti attesi spiccano figure della galassia nazionalista locale come Emilio Giuliana, esponente trentino di Futuro Nazionale.
La risposta democratica scende in strada
Alla blindatura del raduno ha fatto da specchio la mobilitazione rumorosa e determinata della comunità civile. Centinaia di persone hanno sfilato in corteo tra le vie del paese per ribadire la propria contrarietà all’occupazione del territorio da parte di movimenti neofascisti. Tra striscioni dell’ANPI, bandiere della pace e mani rosse alzate contro l’intolleranza, generazioni diverse hanno marciato insieme, dai giovanissimi agli anziani in sedia a rotelle fieri di definirsi figli della Resistenza, scandendo slogan e canti per rivendicare una società fondata sui principi di libertà e solidarietà.
Lo scontro istituzionale e le accuse al governo
Nel cuore del presidio democratico è intervenuto anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, che ha puntato l’indice contro le ambiguità ideologiche della politica nazionale e i messaggi veicolati da figure come Roberto Vannacci, giudicati inconciliabili con il dettato costituzionale. L’esponente politico ha richiamato l’esecutivo alle proprie responsabilità, denunciando come inaccettabile che si chiuda un occhio consentendo a delegazioni neonaziste di radunarsi liberamente mentre la cittadinanza democratica è costretta a scendere in piazza per difendere i fondamenti della Costituzione repubblicana.

