Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha sciolto l’Assemblea nazionale serba e indetto ufficialmente le elezioni politiche anticipate, che si terranno il prossimo 25 ottobre, fra 46 giorni. Come preannunciato ieri, il capo dello Stato lo ha annunciato in diretta tv a mezzogiorno esatto, affermando di aver firmato i relativi decreti. Lunedì scorso, come previsto dalla Costituzione, il governo presieduto dal premier Djuro Macut ha presentato una richiesta motivata di scioglimento del Parlamento e di fine anticipata della legislatura: una prerogativa che spetta solo al presidente della Repubblica e sul quale non ha voce in capitolo lo stesso Parlamento.
Il movimento degli studenti segna un punto: accolte le richieste di voto anticipato
Il voto non era previsto prima del dicembre 2027 ma Vucic ha deciso di anticiparlo dopo quasi due anni di manifestazioni antigovernative. Il presidente serbo ha quindi accolto una delle richieste principali del movimento di protesta che da tempo anima il Paese, che si batte contro la corruzione – a loro dire – endemica nei gangli di potere del Paese, originatisi dall’incidente della stazione di Novi Sad, nel novembre 2024, quando il crollo di una pensilina causò la morte di 16 persone. La tragedia ha alimentato la rabbia dei manifestanti, soprattutto giovani, richiamando in piazza folle imponenti, come non accadeva dalla caduta di Slobodan Milosevic nel 2000. Le richieste iniziali di un’indagine trasparente si sono trasformate nella richiesta di elezioni anticipate, promesse più volte da Vucic senza però mai fissarne una data. Oggi, invece, quella data c’è. Il movimento di protesta sta preparando a questo proposito una propria lista elettorale.
“Mi sono sempre lasciato guidare dagli interessi vitali dello Stato e da quelli dei cittadini serbi”
“Ho creduto, e credo tuttora, che la Serbia abbia scelto una valida strada europea, preservando al contempo le amicizie tradizionali, l’orgoglio nazionale e la dignità” ha scandito nel discorso, durato una decina di minuti in diretta tv. Il presidente ha fatto un appello politico, preelettorale e, riferendosi al movimento studentesco, ha detto: “È impossibile dialogare con qualcuno contro cui si sta conducendo una campagna di disumanizzazione e che ti definisce non umano. Ecco perché abbiamo bisogno di risultati, risultati elettorali che definiscano e mostrino chiaramente la volontà dei cittadini”.
“Perché e come ho preso la decisione di indire le elezioni?” si è chiesto retoricamente Vucic. “Non è un segreto che in Serbia tutti si sentano capaci di fare i politici i presidenti meglio di chi ricopre le cariche, proprio come accade con gli allenatori di calcio o di basket. Tuttavia, questo processo decisionale non è semplice. (…) In qualità di presidente della Repubblica, mi sono sempre lasciato guidare dagli interessi vitali dello Stato e da quelli dei cittadini serbi” ha detto Vucic.
Il nazionalista che domina la Serbia da più di 10 anni
In un discorso trasmesso a reti unificate, Vucic ha ricordato che “nell’ultimo anno e mezzo abbiamo assistito a forti turbolenze sulla scena politica interna”. “Abbiamo bisogno di risultati elettorali che riflettano chiaramente la volontà del popolo” ha aggiunto. Si tratta della sfida più impegnativa per il leader nazionalista, 56 anni, che domina la politica serba da oltre un decennio, avendo ricoperto prima la carica di primo ministro e ora di presidente. Dall’inizio delle proteste, Vucic e i suoi alleati hanno accusato gli studenti di voler orchestrare una “rivoluzione finanziata dall’estero”.
Il presidente ha ribadito tale accusa nel momento in cui ha indetto le elezioni: “Abbiamo visto non solo segnali di interferenza straniera, ma un coinvolgimento significativo di potenze straniere, oltre a disordini, caos e scontri e, soprattutto, una società divisa” ha detto Vucic.
Vucic torna in campagna elettorale per essere di nuovo premier
Eletto presidente nel 2017 e riconfermato nel 2022 per un mandato di cinque anni, Vucic ha recentemente dichiarato che si dimetterà dopo aver indetto formalmente le elezioni, per dedicarsi alla campagna elettorale, lasciando intendere l’ambizione di tornare a ricoprire la carica di primo ministro. Il suo Partito Progressista Serbo, di orientamento populista di destra, ha deciso durante una riunione svoltasi nel fine settimana di chiedergli di guidare la lista elettorale e di candidarsi alla carica di primo ministro. Vucic guiderà una lista di coalizione Serbia Unita associata al suo nome. Saranno quindi indette elezioni presidenziali anticipate, successive alle politiche ma forse da celebrare entro la fine dell’anno.

