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Home » Emma Bonino, gli scatti di una vita della storica leader radicale
Politica

Emma Bonino, gli scatti di una vita della storica leader radicale

Di Sala Notizie11 Settembre 20264 min di lettura
Emma Bonino, gli scatti di una vita della storica leader radicale
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Femminista, europeista, antiproibizionista, laica, più volte ministro, Radicale da sempre, al di là delle alleanze e dei ‘patti’ (sempre con molti distinguo) con il centrodestra o con il centrosinistra nel sentiero obbligato del bipolarismo. 

Prima volta alla Camera dei deputati nel 1976, a ventotto anni, e poi, ancora, per varie legislature, con qualche parentesi al Parlamento europeo, per tornare di nuovo a Montecitorio e, infine, l’ultima volta, eletta al Senato con il centrosinistra, tra il 2018 e il 2022. 

Tanti gli incarichi, le vicissitudini, le svolte, le alleanze con le forze politiche – partendo sempre dalla casa Radicale e poi, dal 2019, dalla costola di +Europa -, ma anche troppe le amicizie e le militanze condivise e complicate, prima tra tutte quella con Marco Pannella.

Con Pannella il sodalizio politico, iniziato negli anni Settanta, è durato decenni, condividendo tante battaglie a fianco della società civile, ma si è andato via via sfilacciando fino a incrinarsi irreparabilmente nel 2015 per volere di Pannella, secondo il quale la compagna di tante lotte non operava “più da militante ed esponente radicale”. Bonino ha sempre sostenuto di non essere stata espulsa dal partito, senza però nascondere il dispiacere per quella rottura con una figura importante della propria vita.

Alla galassia radicale appartengono, comunque, i due grandi amori di Emma Bonino – che negli anni Settanta, ha rivelato molti anni dopo, ha avuto anche in affido due bambine -, i militanti radicali Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere. E anche qui, dopo tante parole spese per la politica, non sono mancate anche alcune considerazioni personali: il “dolore” per una storia che finisce e la fatica e la bellezza di amare chi “non è all’altezza delle proprie contraddizioni”.

La sua carriera ha toccato quasi tutte le assemblee. Commissaria europea dal 1995 al 1999 (indicata dal primo governo Berlusconi), ministra del commercio internazionale e delle politiche europee nel governo Prodi II dal 2006 al 2008, vice presidente del Senato tra il 2008 e il 2013 e poi di nuovo ministro in un altro governo di centrosinistra, quello di Enrico Letta che le affida la guida degli Esteri tra il 2013 e il 2014. Ma, anche, unica donna candidata presidente della Repubblica, nel 1999, da una amplissima mobilitazione d’opinione, con gazebo nelle piazze, raccolta di firme e un vero e proprio comitato elettorale come per un’elezione popolare. 

Ai tempi i manifesti lanciavano uno slogan che è restato negli annali: “Emma, finalmente l’uomo giusto”. Ma non andò e fu eletto Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2013, in vista della scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, riaffiora il suo nome per il Quirinale, viene sostenuta dai socialisti, inclusa nella “rosa” dei Cinquestelle, appoggiata da un vasto arco bipartisan di forze parlamentari, ma il sogno sfuma ancora.

Nella lunga carriera di impegno politico e civile non sono mancati gli esperimenti nè le sfide. Alle Politiche del 2006 si presenta con la lista della Rosa nel pugno, un nuovo partito nato dall’unione dei Radicali con i socialisti democratici di Enrico Boselli, ma l’esperienza non decolla e raccoglie un modesto 2,6%. Nel 2010 è di nuovo in pista per la corsa alla Regione Lazio, appoggiata dai Radicali e successivamente dal Pd e dai partiti del centrosinistra, ma viene sconfitta, con una differenza del 2,8% di voti, dalla candidata del centrodestra Renata Polverini.

Nel 2017 nasce la lista elettorale +Europa, formazione europeista nata dalla convergenza con la lista di Benedetto Della Vedova, il tesseramento del nuovo partito parte in estate ed è il congresso di inizio 2019 a sancire il passaggio da cartello elettorale a soggetto politico. Le Europee, nonostante le oltre 48mila preferenze raccolte da Bonino come capolista, non premiano il nuovo partito che non supera la soglia minima d’accesso.E’ di nuovo in lista alle Politiche del 2022, dove viene candidata con il centrosinistra al Senato, ma non viene eletta perchè sconfitta nel collegio uninominale dalla candidata del centrodestra Lavinia Mennuni. 

Alle Europee del 2024, nonostante le molte preferenze raccolte, si ripete lo stesso copione: i consensi della lista di scopo Stati Uniti d’Europa risultano inferiori alla soglia di sbarramento del 4% e Bonino resta fuori dal Parlamento europeo. Pochi mesi dopo viene eletta presidente di +Europa. L’impegno politico non viene mai meno, neanche quando il corpo è provato dalla lunga malattia, nè viene meno una capacità di intessere relazioni e rapporti anche con interlocutori molto distanti da lei. Storica la visita a sorpresa con cui Papa Francesco la omaggia il 5 novembre 2024, nella sua casa di Trastevere, poco dopo le dimissioni della leader radicale dall’ospedale.

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