Quattro minorenni avrebbero realizzato diverse bottiglie incendiarie del tipo “Molotov’, che avrebbero poi testato a Pesaro all’interno di un capannone industriale in stato di abbandono, provocando esplosioni e incendi. Con questa accusa il Comando provinciale di Pesaro e Urbino ha portato avanti perquisizioni e sequestri nei confronti dei quattro giovanissimi, due dei quali residenti nelle province di Rimini e Bologna.
Le forze dell’ordine hanno inoltre sequestrato tablet, computer e smartphone utilizzati dagli indagati e che saranno sottoposti ad analisi. È stato poi trovato del materiale cartaceo contenente, tra le altre cose, riferimenti per realizzare e utilizzare manufatti incendiari.
Ai quattro ragazzini i carabinieri sono arrivati dopo una costante attività di monitoraggio del territorio assieme ai siti d’area e profili social collegati sin dallo scorso febbraio. Dagli accertamenti sin qui condotti – rilevano i Carabinieri – è emerso che gli indagati “sarebbero vicini a collettivi locali composti da studenti e da soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti”.
Sono in corso, conclude la nota, ulteriori approfondimenti per capire le attività del gruppo può essere ricondotta a ”mero atto preparatorio per meglio accreditarsi all’interno della galassia antagonista” oppure se è da inserire della preparazione di azioni dimostrative “nell’ambito di una più ampia strategia”.

