Fabio Colapietro, è stato prima ucciso – in circostanze ancora da definire – e poi, il corpo smembrato e fatto a pezzi.
Prima il festino a base di crack, i funghi allucinogeni, lsd, cannabis, mdphp (droga sintetica) e superalcolici. Un mix micidiale di droghe e stordimenti, che sono culminate in un omicidio e poi la macabra decisione di fare a pezzi il cadavere.
A quanto si è appreso durante l’interrogatorio, il giovane avrebbe raccontato che insieme alla professoressa, che abita nella casa dove il corpo della vittima è stato trovato, e a un’altra persona, un filippino, entrambe sottoposte a fermo nella serata di ieri per favoreggiamento e occultamento di cadavere, avrebbero fatto uso di alcool e diverse droghe per ore fino all’arrivo dello spacciatore, la vittima.
Fabio Colapietro (Social)
Elenca tutte le sostanze l’avvocato Wilmer Perga, difensore di Christian Matheus De Oliveira Morando, ventiseienne fermato per l’omicidio di Fabio Colapietro, trentanovenne di Chivasso fatto a pezzi un alloggio alla periferia Nord di Torino. Oggi nel carcere Lorusso Cotugno si sono svolti gli interrogatori di garanzia davanti al gip. Oltre a De Oliveira, è toccato alla docente di Rieti che ha preso in affitto la casa di via Gulli, Nicole Formichetti, di 47 anni, e a Keith Butig, di 22 anni, di Torino – detta Sara – indagate per favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere.
A casa della professoressa
La festa era iniziata il 20 settembre, ha detto De Oliveira Morando. Quel giorno era arrivato a casa della professoressa con Butig, che abita con la famiglia a poche centinaia di metri. Una volta giunto anche Colapietro, considerato il galoppino “di uno spacciatore che conosce la professoressa, hanno cominciato a consumare ogni tipo di sostanza, il giorno e la notte”, riferisce l’avvocato. L’indomani il ventiseienne “si sveglia e gli dicono che la vittima gli avrebbe rubato forse 50 euro, ne nasce una lite in cui tutti si sono picchiati, quindi Colapietro cade e muore”. Sulle circostanze del decesso non c’è chiarezza.
“L’ho ucciso involontariamente”
“Sì l’ho ucciso, ma involontariamente. Certamente non era programmato, era nell’ambito di un litigio durante un’assunzione di droghe da giorni”, ha detto il ventiseinne al gip. Il magistrato avrebbe chiesto al fermato se abbia cinto il collo della vittima col braccio, facendo intuire una potenziale causa di decesso: “Dice che non ricorda assolutamente, poi gli hanno praticato la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco” aggiunge il difensore. “Un paio d’ore” di tentativi. Poi è arrivata l’idea agghiacciante. “Quando hanno visto che era morto, hanno deciso di nascondere il cadavere. Sono andati nei giorni successivi a comprare il telo, i sacchi, la candeggina, i guanti, il coltello, il cemento”, racconta l’avvocato. Quindi “l’hanno sezionato e lui dice che a un certo punto non ce la faceva più: esce, chiama sua madre, la fa venire lì e chiama la polizia”. Erano intenzionati, aggiunge l’avvocato, a “gettare le parti del cadavere in un fiume”.
Torinio, cadavere trovato a pezzi in una casa (Rai)
La chiamata alla madre la sera di giovedì: “Mi ha detto cose molto confuse – dice la donna -: che lui era disperato, continuava a piangere, a dire cose…era sconvolto, quindi non capivo. Faceva capire che era successo qualcosa di molto grave, ma io gli ho detto che doveva chiamare la polizia e doveva parlare con la polizia, che doveva fare la cosa giusta, questo solo”. Una volta raggiunto in piazza Rebaudengo “è stato lui stesso a chiamare dal suo telefono la polizia, non sono stata io”.
Fabio Colapietro, Ucciso e fatto a pezzi in un un appartamento in via Tommaso Gulli in zona Madonna di Campagna, Torino (TGR Piemonte)
Per Keith Budig “l’omicidio neanche è in contestazione. Nega anche la partecipazione al vilipendio, allo smembramento, all’occultamento di cadavere”, spiega il suo avvocato, Francesco Rotella. “Era consapevole di quello che era successo. Non ha partecipato all’opera di occultamento. Ha riferito di essere andata ad acquistare dei sacchi che sarebbero poi stati utilizzati per…, ma che è l’unica partecipazione attiva che ha dato”.
La giovane “è rimasta lì per due giorni, dopo di che è uscita e si è nascosta per un giorno e mezzo o due, per paura dell’accaduto, e poi è stata fermata”. Non avrebbe assistito all’omicidio in quanto “era in un’altra stanza”. Il gruppo, riferisce il legale, si era conosciuto “nel contesto di “vendita e acquisto sostanze stupefacenti”. Ha scelto invece di non rispondere alle domande del gip Nicole Formichetti. I suoi legali paiono intenzionati a concordare con la Procura un interrogatorio quando sarà nelle condizioni di farlo. Ora è attesa la decisione del gip sulla convalida dei fermi.

