La Procura di Pavia ha chiuso, per la seconda volta, le nuove indagini a carico di Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco nel 2007. Dopo aver disposto accertamenti integrativi a fine maggio, seguiti a una prima chiusura e alle consulenze difensive, i pm hanno depositato ora nuovi atti tra cui consulenze, come quella sulla nota impronta della scarpa e un’altra sul Dna, per rafforzare le accuse. E hanno notificato un altro avviso di conclusione dell’inchiesta, che prelude alla richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima.
Il capo d’imputazione per Sempio non cambia
Il secondo avviso di chiusura delle indagini è identico al primo, ricevuto a maggio, si apprende da fonti legali. L’indagato è quindi accusato di omicidio pluriaggravato di Chiara Poggi con lo stesso capo d’imputazione di maggio. La difesa ha venti giorni di tempo per presentare delle memorie.
“L’imputazione non è cambiata rispetto a quella precedente del 6 maggio. Non ci sono nuovi elementi di prova ma non è escluso che emergano. Abbiamo il diritto di chiedere la copia degli atti, cosa che faremo sicuramente” afferma l’avvocato Liborio Cataliotti, che con Angela Taccia assiste l’amico del fratello della vittima.
Nessuna revisione della sentenza Stasi
“Si evidenzia – scrive il procuratore di Pavia Fabio Napoleone – che nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di interesse”.
La scarpa taglia 42 compatibile col piede di Sempio
La scarpa modello Frau taglia 42 “è compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio” spiega ancora la Procura di Pavia in una nota in cui dà conto degli esiti delle nuove consulenze, tra cui quella antropometrica sui piedi dell’indagato. Il procuratore Napoleone spiega che “ai consulenti del pm Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli è stato conferito l’incarico di esaminare la memoria difensiva, con allegata una consulenza dattiloscopica integrativa relativa alla cosiddetta impronta 33, e una consulenza tecnico-calzaturiera di comparazione, concernente la traccia di scarpa rinvenuta nell’abitazione di Garlasco.
I consulenti incaricati dalla Procura hanno rilevato come le osservazioni formulate dalla difesa non introducano elementi nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche della impronta 33, mentre con riferimento alla traccia di scarpa hanno eseguito accertamenti sulle calzature che non consentono di sostenere l’esistenza di un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa oggetto di analisi. Da ultimo i medesimi consulenti tecnici, sollecitati all’analisi di un’ulteriore consulenza inoltrata dalla difesa Poggi il 24/09/26, hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa Modello Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio”.
Il profilo genetico sul pedale della bici fu attribuito a Chiara ma non “entrò” nel processo Stasi
Il profilo genetico determinato il19 settembre 2007 “ricavato dai pedali della bicicletta” e attribuito all’epoca dai consulenti dei pm a Chiara Poggi “era risultato totalmente negativo il giorno successivo”, ma di queste “due corse elettroforetiche” non si “è rivenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi”. Un dato scoperto dai consulenti della difesa per “scagionare” l’ex bocconiano e fidanzato della vittima, che i consulenti tecnici della Procura di Pavia “hanno confermato” parlando dell’“esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007”, scrive ancora il procuratore Fabio Napoleone.
Chiara lottò prima di morire, probabile che la morte sia sopraggiunta anche dopo un’ora
Chiara Poggi si è difesa e i colpi letali potrebbero essere stati inferti in un tempo dilatato. La morte potrebbe essere arrivata anche molto tempo dopo. La Procura di Pavia allarga i tempi per l’omicidio di Garlasco, offrendo un elemento alla difesa del condannato Alberto Stasi. Gli approfondimenti affidati ai consulenti Cristina Cattaneo e all’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone concludono per “una dinamica lesiva non immediatamente coincidente con il decesso”. La convergenza degli elementi, a loro giudizio, rafforza l’ipotesi che almeno una parte delle lesioni alla testa e al volto “sia stata prodotta nell’ambito di una colluttazione o, comunque, di un’azione aggressiva protrattasi nel tempo, durante la quale la vittima avrebbe posto in essere atti di difesa quantomeno passiva”.
In ordine all’intervallo di sopravvivenza di Chiara Poggi, i risultati ottenuti “depongono concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti”.

