Il ricordo di Federica Torzullo, uccisa con 23 coltellate dal marito da cui voleva separarsi il 9 gennaio scorso ad Aanguillara, è ora indelebile nelle aule di Tor Vegata, dove si laureò per diventare ingegnere gestionale. Un abbraccio collettivo alla famiglia, al figlio rimasto solo e affidato ai nonni materni. Il 27 ottobre l’inizio del processo a Claudio Carlo Magno, reoconfesso, tentò di bruciare e fare a pezzi il corpo, poi lo seppellì nel terreno della sua ditta.
Pochi giorni dopo i suoi genitori si tolsero la vita. “Spero solo che si faccia giustizia il più veloce possibile e nel modo più giusto possibile per il ricordo di mia sorella. Siamo fortunatamente una famiglia unita e siamo concentrati su far crescere un bambino nel miglior ambiente possibile”.
Il dolore trasformato in impegno dalla famiglia di Federica ha un messaggio a tutte le donne. “Siate forti per voi stesse, non abbiate mai paura di andare via. Se sentite che qualcosa non va, anche senza segnali eclatanti, abbiate il coraggio di scegliere voi stesse la vostra libertà”.
