“Sono orgogliosa di avere acceso i riflettori dell’Europa su questo posto, sulla sua storia, su quello che insegna. E per questo che sono orgogliosa che così tante delegazioni abbiano accettato il nostro invito e che siano venute qui a visitare questa fabbrica di speranza e di libertà che aiuta chi sia smarrito a ritrovare la propria strada”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo a San Patrignano, all’incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze, promosso da Italia e Francia, co-fondatori della Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
“La droga rende schiavi e gli schiavi non sono liberi“, ha sottolineato Meloni ringraziando i ragazzi e le ragazze della comunità “perché in questi mesi siete stati ancora più straordinari del solito” garantendo “in ogni fase” la preparazione di questo evento che si tiene alla Comunità di San Patrignano, a Coriano.
“Guardatevi oggi, ministri, funzionari, esperti, vengono qui da tutta Europa ad imparare qualcosa da voi, perché voi avete qualcosa da insegnare, la vostra sofferenza, determinazione, amore, hanno qualcosa da insegnare, dovete essere fieri di voi, siete diventati un esempio”, ha proseguito rivolgendosi ai giovani della Comunità la presidente del Consiglio. “Questi ragazzi, con sacrificio e sofferenza lo meritano” .
“Irresponsabile definire la cannabis droga leggera”
“Le droghe di oggi sono molto diverse, sono più potenti, più economiche ed accessibili. In alcuni casi – ha sottolineato Meloni – anche socialmente accettate. Le sostanze sintetiche cambiano rapidamente, grazie all’IA nuove molecole droganti vengono immesse sul mercato, e fruiscono di un tempo di circolazione prima di essere intercettate delle forze di polizia e inserite nelle tabelle delle sostanze illecite. I derivati dalla cannabis, che alcuni si ostinano irresponsabilmente a definire leggere, hanno percentuali di principio attivo Thc in media 30 volte più alte rispetto a qualche decennio fa”.
“La dipendenza non è una condanna irrevocabile”
“La dipendenza non è una condanna irrevocabile”, per questo “abbiamo approvato una legge per far scontare in una comunità” a chi ha commesso un reato, “tutta la pena inflitta o che gli rimane. Il carcere non può essere l’unica risposta possibile. Immaginare una soluzione più efficace è possibile, liberarsi dalla dipendenza è possibile, è possibile vivere e riconquistare una vita” ha detto la presidente del Consiglio.
“Oltre 210 milioni per contrasto alle dipendenze nel 2026, mai così tante risorse”
“Abbiamo assicurato al sistema nazionale contro le dipendenze le risorse più consistenti di sempre, oltre 210 milioni di euro solamente nel 2026. Questo ci ha consentito di assumere nuovo personale nei servizi pubblici, sostenere concretamente le comunità terapeutiche, garantire a chi chiede aiuto la libertà di scegliere il percorso più adatto anche quando è lontano da casa” ha dichiarato poi Meloni rivendicando il rafforzamento del sistema nazionale di allerta rapida sulle nuove sostanze e il piano contro il fentanyl e gli oppioidi sintetici, “i primi in Europa”: formazione degli operatori, antidoti disponibili e controlli più stretti sulla custodia negli ospedali, “perché non finiscano nei circuiti illegali per trasformare in zombie migliaia di persone”. Poi la legge che rende “più semplice e seria” per un tossicodipendente che ha commesso reati la possibilità di scontare in comunità la pena inflitta o residua, “perché la pena deve saper aprire anche una strada di ritorno e perché il carcere non può essere l’unica risposta alla dipendenza. Realtà come San Patrignano dimostrano da decenni che è possibile immaginare un’alternativa più efficace”.
E ha aggiunto la premier: “Ogni volta che la droga viene banalizzata o addirittura nobilitata, associata a un comportamento vincente, c’è una persona che rischia di essere abbandonata di fronte a un pericolo che potrebbe travolgerla. La droga ti rende uno schiavo e gli schiavi non sono liberi e non hanno diritti per antonomasia”.
“Interlocuzioni con i network, correggere i messaggi fuorvianti”
“Abbiamo avviato una interlocuzione proficua con i principali network per correggere messaggi fuorvianti che troppo spesso abbiamo ascoltato in passato”, ha annunciato inoltre Meloni sottolineando che il primo dei “principi” inclusi nella dichiarazione finale che verrà sottoscritta è la prevenzione.
“Combattere ogni droga e stroncare traffici illegali”
“Abbiamo il dovere di mettere in campo tutta la nostra determinazione per combattere ogni droga e per stroncare quei traffici illegali che alimentano le dipendenze e rendono schiave le persone per soldi. Siamo qui per questo” ha detto Meloni aprendo la riunione della Coalizione europea contro le droghe (Ecad), nata un anno fa a Copenaghen su proposta di Italia e Francia: “Non una dichiarazione di intenti, come tante se ne sottoscrivono, ma una piattaforma operativa” contro “una minaccia che non conosce confini e che nessuna nazione può efficacemente combattere da sola”. Oggi, ha ricordato, aderiscono 35 nazioni.A Yerevan, sei mesi fa, sono state fissate tre direttrici. La prima è la lotta ai traffici “a partire da quelli via mare, dove passa circa l’80% delle droghe che entrano illegalmente in Europa”, con porti più sicuri e una presenza in mare coordinata “anche contro i nuovi mezzi dei trafficanti”.
La seconda è l’aggressione ai patrimoni, “seguendo la geniale intuizione di due straordinari magistrati italiani antimafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, cioè “follow the money”: più sequestri e confische e maggiore cooperazione finanziaria, anche sulle criptovalute. La terza riguarda prevenzione, cura e recupero, “perché anche in tema di droghe noi ci troviamo di fronte a un cambiamento d’epoca”, ha ribadito Meloni.
“Non arrenderci ai trafficanti e a chi banalizza la droga”
“L’impegno che dobbiamo prendere oggi insieme è non arrenderci di fronte ai trafficanti, non arrenderci di fronte a chi banalizza la droga e non arrenderci soprattutto di fronte a un ragazzo che sembra perduto, perché non lo è” ha infine detto la presidente del Consiglio chiudendo il suo intervento. “Questo luogo ci consegna una certezza: che nessuno è perduto per sempre, che ogni vita può essere riconquistata, come ci insegnano Jessica e tutti i ragazzi di San Patrignano. E’ questa la sfida che definisce ciò che siamo e ciò che intendiamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi. Grazie a tutti. Viva San Patrignano!”. Subito dopo la premier ha lasciato la comunità senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.
Mattarella: “Domanda di sostanze nasce da disagio sociale, serve impegno comune”
“Le reti criminali che organizzano il traffico di stupefacenti non conoscono confini. Contrastarle con rigore è dovere di ogni Stato e dell’intera comunità internazionale. La domanda di queste sostanze nasce, come altre forme di dipendenza – dall’alcolismo alle ludopatie, alle nuove dipendenze digitali – nel disagio sociale, nell’isolamento, nel timore del futuro, specie tra le generazioni più giovani”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato in occasione dell’incontro internazionale organizzato dalla Coalizione Europea contro le Dipendenze presso la Comunità di San Patrignano. “La prevenzione, la cura, il reinserimento figurano da tempo tra gli impegni assunti in ambito europeo e multilaterale rispetto a un tema, quello delle dipendenze, di stringente attualità. È significativo che tanti Paesi e Istituzioni abbiano scelto di riunirsi su iniziativa di Italia e Francia, per confrontarsi, rispondendo a una sfida che investe salute pubblica, coesione delle nostre società, sicurezza, qualità stessa della convivenza democratica”, ha sottolineato il Capo dello Stato. “Nessun sistema nazionale, per quanto efficace, basta a sé stesso. Cooperare tra Paesi significa anzitutto consolidare un impegno comune, costante e duraturo come quello che caratterizza questo luogo”, ha aggiunto
“Qui, come in tante comunità terapeutiche, nei servizi pubblici, nelle associazioni di volontariato che in Europa operano accanto alle scuole e alle famiglie, avviene un lavoro di recupero praticato quotidianamente, con il lavoro, la formazione, la solidarietà e la pazienza di chi accompagna in un percorso difficile. La riconoscenza della Repubblica va a quanti in Italia e all’estero sono impegnati in questa opera preziosa così come nella cooperazione internazionale nel contrasto al traffico di droga e agli altri fenomeni criminali”, ha concluso il presidente della Repubblica.

