Si terrà alle 18 nella Basilica di San Pietro la Veglia per la pace voluta da Papa Leone XIV e annunciata dopo la benedizione Urbi et Orbi la mattina di Pasqua, lo scorso 5 aprile.
Alla celebrazione sarà presente anche il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, che in un’intervista a inBlu2000 ha detto che “pregare significa credere che l’impensabile per l’uomo sia possibile a un Dio che risorge da morte”.
Monsignor Baturi ha ricordato che all’appello del Pontefice le Chiese in Italia hanno risposto organizzando diversi momenti di preghiera a livello locale. “Non possiamo lasciar vincere il male, rassegnarci alla sua logica: occorre invertire la rotta” ha aggiunto il presule, concludendo: “La preghiera è un modo per riconoscerci tutti poveri, bisognosi di un dono dall’alto”.
Il capo della Chiesa greco cattolica ucraina, mons. Sviatoslav Shevchuk, in una intervista ai media vaticani, afferma che gli ucraini pregheranno insieme a quanti parteciperanno alla Veglia di preghiera, che si tiene alla vigilia della Pasqua di rito orientale, auspicando “un mondo senza guerre” e per l’Ucraina “una pace autentica, giusta e durevole”.
