Sale a sei anni e mezzo, dai 5 anni e sei mesi del primo grado, la condanna per Patrizio Ranieri, coinvolto nel processo per lo stupro di una ragazza di 16 anni avvenuto a Roma, nel quartiere Primavalle, la notte di Capodanno del 2020.
I giudici hanno riconosciuto nei confronti dell’imputato anche il reato di di violenza sessuale di gruppo.
In base all’impianto accusatorio Ranieri, in concorso con alcuni minorenni all’epoca dei fatti, avrebbe abusato della ragazzina approfittando anche del suo stato di incoscienza legato all’assunzione di droghe e alcol.
Procura generale: la vittima come una bambola di pezza
“Hanno trattato la vittima – ha detto la rappresentante della procura generale Maria Letizia Golfieri – come una bambola di pezza. Il ragazzo era maggiorenne e non ha avuto il minimo di pietà, ha approfittato della fiducia della giovane. La sentenza impugnata sembra scritta nel 1960”.
Legale della vittima, la pena resta incongrua
“Il riconoscimento dello stupro di gruppo” è una nostra vittoria, “anche se la pena resta incongrua. Eravamo rimasti stupiti della sentenza di primo grado e oggi è stato chiaro che quel giudizio appariva più simile a quelli precedenti agli anni 60′”. Lo ha detto l’avvocato Licia D’Amico, legale della vittima.
