Il 21 aprile del 2025 alle ore 7.35 moriva a Casa Santa Marta per un ictus Papa Francesco. Nel primo anniversario della sua scomparsa il Pontefice argentino sarà ricordato con messe commemorative in tutto il mondo. A Santa Maria Maggiore, dove il Papa è sepolto, la celebrazione solenne.
“Papa Francesco ha donato tanto alla Chiesa”. Leone, sul volo che lo porta in Guinea, ai giornalisti ha reso omaggio alla figura del suo predecessore, a un anno dalla scomparsa. “Ha donato tanto alla Chiesa, con la sua vita, la sua testimonianza, la sua parola, i suoi gesti”, “vivendo veramente la vicinanza ai più poveri, ai più piccoli, ai malati, ai bambini, agli anziani”. Il Pontefice ha ricordato di Bergoglio la sua testimonianza di “fratellanza universale”.
La fila per la basilica di Santa Maria Maggiore, dove riposano le spoglie di Papa Francesco, per la celebrazione solenne l’anniversario (RaiNews.it)
Il Pontificato controcorrente
C’è un’immagine che più di ogni altra resta impressa nella memoria: quella sera del 13 marzo 2013, quando Papa Francesco si affacciò dalla loggia di San Pietro e, prima ancora di benedire, chiese al popolo di pregare per lui.
In quel gesto semplice e disarmante era già contenuto tutto il suo pontificato: un rovesciamento dello sguardo, una Chiesa che non si impone ma si affida, che non comanda ma cammina insieme.
Questa scena iniziale non è soltanto un ricordo fondativo, ma una chiave interpretativa dell’intero magistero bergogliano.
Quello di Francesco è un cambiamento stilistico. Tanto che Francesco volle ripetere quello stesso gesto di inchinarsi in diverse occasioni, per esempio nella sua visita al Fanar, in Turchia, salutando così Bartolomeo I, patriarca ecumenico.
Francesco è stato prima di tutto un testimone. Un uomo che ha scelto di stare dalla parte degli ultimi senza esitazioni: i migranti, i poveri, gli scartati. Il suo è stato un pontificato che ha portato il cambiamento anche attraverso i sui viaggi, veri momenti pastorali. A Lampedusa, simbolo delle tragedie del Mediterraneo; il Medio Oriente, spazio di dialogo interreligioso; le periferie del mondo, come luogo privilegiato della presenza ecclesiale.
In questa stessa logica si colloca la sua identità di Papa del dialogo. Non un dialogo formale, ma spesso faticoso e strutturale, che ha coinvolto l’islam, le altre confessioni cristiane e il mondo dei non credenti. In questo ambito si inserisce una delle eredità più forti del pontificato: il Documento sulla fratellanza umana, che si configura come una delle più alte dichiarazioni del suo magistero. In esso si afferma implicitamente che la religione, nel mondo contemporaneo, può essere ponte e non muro.
L’infermiere di Bergoglio: “Conservo suo profumo, è stato un secondo padre”
Si è tenuto per ricordo il suo profumo. Il profumo di Papa Francesco. Ogni volta che gli prende la nostalgia, cioè molto spesso, Massimiliano Strappetti, 56 anni, romano, l’infermiere che tutti noi abbiamo visto in mille foto spingere la carrozzina di Bergoglio, in Vaticano come al Gemelli, stappa la boccetta di acqua di colonia della Farmacia Vaticana “con cui il Papa si umettava il viso prima di uscire da Santa Marta” e l’annusa. “Così in un attimo – dice intervistato dal Corriere della Sera – mi torna in mente tutto quello che è stato”.
Domani, martedì 21 aprile, alle 18, ci sarà anche lui tra i banchi di Santa Maria Maggiore, dove il Papa è sepolto, alla messa del primo anniversario: “Per me è stato un secondo padre e ancora oggi mi manca moltissimo”. La sua foto ce l’ha pure sul cruscotto dell’auto.
Strappetti rimase per due giorni e mezzo sempre accanto alla bara aperta del Papa, “perché avevo curato fino all’ultimo, con amore, il corpo del Santo Padre – racconta – e allora sentivo l’urgenza di occuparmene pure in quel frangente, pronto ad intervenire per qualunque necessità dovuta alla lunga esposizione della salma ai fedeli. Era giusto così”.
Giorgia Meloni ricorda Papa Francesco: “Una figura che ha segnato nostro tempo”
A ricordarlo con un messaggio sui social anche la premier: “Un anno fa Papa Francesco tornava alla casa del Padre. Il suo è un ricordo ancora molto presente. Nel suo magistero ha richiamato con costanza il valore della pace, dell’attenzione verso chi è più fragile e della responsabilità verso gli altri. Ha saputo parlare al mondo con parole semplici, raggiungendo credenti e non credenti, toccando anche questioni che riguardano la vita delle persone di tutti i giorni”. Lo scrive Giorgia Meloni su X. “Conoscerlo – riprende la presidente del Consiglio – è stato per me un privilegio, così come la sua presenza al G7 presieduto dall’Italia, la prima volta per un Pontefice, è stato un regalo grandissimo che porto nel cuore”. “Resta una figura che ha segnato profondamente il nostro tempo, e il cui messaggio continua a essere attuale. Grazie di tutto Papa Francesco”, conclude.
Cardinal Zuppi la “Sua eredità è viva”
Il Pontefice, morto all’età di 88 anni dopo oltre un decennio di pontificato, ha lasciato un segno profondo nel cattolicesimo contemporaneo, imprimendo uno stile pastorale centrato sulla misericordia, sull’ascolto e sulla prossimità. A richiamare il senso di questa eredità è il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, che nella prefazione di un libro edito da Lev, “Con amore di mamma”, sottolinea come il messaggio di Francesco continui a orientare il cammino della Chiesa italiana e universale. “Non è un ricordo statico – osserva il cardinale – ma una spinta viva a tradurre il Vangelo nella realtà concreta, soprattutto nelle periferie esistenziali“. Il pontificato di Bergoglio è stato segnato da scelte forti, come “l’attenzione ai migranti, la denuncia delle disuguaglianze globali e il costante appello alla pace in un mondo attraversato da conflitti”. Temi che oggi, a distanza di un anno dalla sua morte, restano al centro dell’agenda ecclesiale e internazionale. Zuppi evidenzia come l’eredità più significativa sia lo stile: “una Chiesa capace di uscire da sé stessa, di incontrare l’altro senza paura e di farsi compagna di viaggio dell’umanità ferita. In questo senso, il ricordo di Francesco si traduce in un impegno quotidiano, che coinvolge comunità, parrocchie e singoli credenti”. Nel primo anniversario della morte, celebrazioni e momenti di preghiera si tengono in tutto il mondo, con una particolare intensità in Vaticano e nelle diocesi italiane. Non solo commemorazioni, ma anche occasioni per rilanciare un percorso che, secondo Zuppi, “non si è interrotto con la sua morte, ma continua nella responsabilità condivisa di tutta la Chiesa”.

La fila per la basilica di Santa Maria Maggiore, dove riposano le spoglie di Papa Francesco, per la celebrazione solenne l’anniversario (Rainews.it)
La richiesta di avvio processo beatificazione
Si fa strada nella Chiesa e tra i fedeli la richiesta di avviare il processo di beatificazione per il Pontefice argentino. A rilanciare con forza questa prospettiva (che avrebbe bisogno di una esplicita decisione del Papa regnante, come accadde per Wojtyla con l’annuncio fatto personalmente da Ratzinger a tre mesi appena dalla morte, il 28 giugno 2005) è padre Alfonso Bruno, francescano dell’Immacolata e giornalista, che ha seguito da vicino Bergoglio in diversi viaggi ed è stato testimone diretto di passaggi delicati del suo Pontificato, in particolare per quanto riguarda il doloroso commissariamento dell’ordine religioso cui padre Bruno appartiene. Nel ricordare la grandezza del Pontefice argentino, padre Bruno parte da lontano, da quella Buenos Aires “di mezzo” che è il quartiere di Flores, dove nacque nel 1936 Jorge Mario Bergoglio, figlio di emigranti piemontesi. Un contesto semplice, segnato da contrasti sociali, in cui maturò una vocazione “contro ogni convenienza”, segnata anche dalla fragilità fisica di un solo polmone. “È lì che è cominciato tutto”, osserva, indicando le radici di un pontificato che avrebbe poi cambiato il volto della Chiesa contemporanea.
GLI APPUNTAMENTI DI OGGI
Nel primo anniversario della sua scomparsa il Pontefice argentino sarà ricordato con messe commemorative in tutto il mondo.
A Roma la basilica di Santa Maria Maggiore, dove riposano le sue spoglie, si appresta a celebrare solennemente l’anniversario. Le celebrazioni si terranno a partire dalle 17 nella Cappella Paolina.
A seguire verrà scoperta una lapide commemorativa a perenne memoria per ricordare il suo legame con un’icona dell’XI secolo raffigurante la Madonna con Bambino, la Salus Populi Romani, davanti alla quale sostò e pregò ben 126 volte durante il suo pontificato.
Alle 18 si celebrerà l’Eucaristia all’Altare Papale durante la quale sarà letto il messaggio di papa Leone XIV, che non potrà essere presente in quanto ancora impegnato nel suo viaggio in Africa.
Nei suoi dodici anni di pontificato, iniziati nel 2013, Papa Francesco ha scritto quattro encicliche che hanno dettato la linea per il futuro della Chiesa e dell’umanità, ristabilendo la priorità del culto mariano. Un Papa che ha rotto con parte della tradizione introducendo un proprio stile personale e una nuova forma di governo.
La tomba di Papa Francesco a Santa Maria Maggiore (RaiNews.it)
