Nel caldo torrido di agosto, il carcere minorile Cesare Beccaria di Milano ospita 56 giovani detenuti. Oltre il 50% è straniero e la maggior parte attende ancora una sentenza definitiva. In questo istituto, più che il sovraffollamento, ad emergere sono le fragilità psichiche e le dipendenze da sostanze o alcol, amplificando le difficoltà tipiche dell’adolescenza.
Con l’insediamento della nuova direttrice e il ritorno della comandante, l’obiettivo è voltare pagina dopo le recenti inchieste su violenze e maltrattamenti. Si punta così a ridare dignità ai ragazzi attraverso l’educazione, lo sport e l’arte.
Sebbene molte attività estive siano sospese, laboratori, teatro e il rimodernamento della piscina offrono un’occasione di rinascita. Come recita una scritta lasciata in un disegno da un diciassettenne: «17 anni non me li ridà nessuno», ricordando l’urgenza di non sprecare il futuro.
