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Scienza e Tecnologia

aprì nuove strade per le terapie contro l’Alzheimer

Di Sala Notizie30 Giugno 20264 min di lettura
aprì nuove strade per le terapie contro l’Alzheimer
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Lutto alla Scuola Normale di Pisa per l’improvvisa scomparsa, oggi mentre era in visita a Milano, del neuroscienziato Antonino Cattaneo, tra i più importanti studiosi dell’Alzheimer.
Era presidente dell’Ebri (European Brain research institute), l’istituto di ricerca sul cervello fondato da Rita Levi Montalcini e dal 2008 al 2024 professore ordinario di Fisiologia e direttore del Laboratorio di biologia della Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui era stato anche allievo del corso di Perfezionamento. 

La ricerca scientifica e la lotta all’Alzheimer

Autore di oltre 200 pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali, si spiega in una nota, Cattaneo ha condotto ricerche con scoperte pionieristiche e metodi innovativi che hanno aperto nuovi campi. Ha dato contributi fondamentali ai campi delle neurotrofine e della malattia di Alzheimer, così come al campo degli anticorpi ricombinanti. I suoi lavori sono alla base di approcci terapeutici innovativi per l’Alzheimer attualmente in fase di sviluppo verso la sperimentazione clinica.

La formazione accademica: da Roma a Cambridge

Nato a Pisa il 6 settembre 1954, si era trasferito a Roma, città in cui viveva, laureandosi nel 1976 in biofisica all’Università Sapienza di Roma, con il professor Mario Ageno, considerato il padre della biofisica. A Pisa era ritornato per il dottorato di ricerca conseguito alla Scuola Normale Superiore nel 1980, con uno studio sulla codifica delle informazioni visive da parte delle cellule della corteccia visiva. 

Ha poi lavorato come postdoc e poi come ricercatore con il Premio Nobel Rita Levi Montalcini all’Istituto di Neurobiologia del Cnr a Roma, e successivamente con Cesar Milstein (altro Premio Nobel) al Mrc Laboratory of molecular biology di Cambridge in Inghilterra. Dal 1991 al 2008 è stato ordinario di Biofisica alla Scuola Internazionale di studi superiori avanzati (Sissa) di Trieste, dove è stato direttore di Dipartimento dal 1991 al 1995 e vicedirettore della Sissa dal 1996 al 2001. Dal 2008 era tornato alla Normale come professore ordinario di Fisiologia e direttore del Laboratorio di biologia Bio@Sns, fino al pensionamento avvenuto nel 2023. È stato anche insignito di numerosi riconoscimenti e premi scientifici, tra cui il Premio Domenico Marotta dell’Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, la Medaglia W. Jansenius della Accademia Slovacca delle Scienze ed il Premio Internazionale G. Tartufari per la Biologia dall’Accademia nazionale dei Lincei. 

Cordoglio della Scuola Normale che ricorda, oltre all’indiscusso valore scientifico, anche la grande umanità, gentilezza e sensibilità di Cattaneo.
 

 

Il ricordo dei colleghi dell’EBRI 

Tutti i collaboratori dell’EBRI lo ricordano per il suo alto valore scientifico, per la sua profonda umanità, per la sua sensibilità.

“Se ne va uno scienziato visionario, capace di anticipare il futuro della ricerca e di costruire ponti tra discipline diverse – affermano i ricercatori dell’EBRI – ma la grandezza di Antonino non risiedeva soltanto nelle sue intuizioni scientifiche. Era un maestro autentico. Discutere un esperimento, immaginare una nuova ipotesi, prendere un gesso e disegnare sulla lavagna il percorso per dimostrarla. Ha formato generazioni di scienziati, insegnandoci il valore della curiosità, del dubbio, del rigore e della libertà di pensiero. Ognuno di noi conserva il ricordo della sua straordinaria generosità intellettuale, della sua capacità di ascoltare e del suo entusiasmo contagioso. La sua eredità continuerà a vivere nei laboratori che ha contribuito a costruire, nei ricercatori che ha formato, nei progetti che ha ispirato, nelle idee che continueranno a generare nuove scoperte e, soprattutto, nei pazienti che un giorno potranno beneficiare dei risultati delle sue intuizioni scientifiche che lui ha avuto il coraggio di perseguire”.

“Ho avuto l’onore ed il privilegio di lavorare a stretto contatto con lui negli ultimi anni – ricorda il Direttore Generale dell’EBRI Libero Massimo Candreva – È stata un’esperienza straordinaria, tanto sul piano professionale quanto su quello umano. Il suo esempio, la sua visione e il suo approccio multidisciplinare hanno rappresentato per tutti noi una fonte continua di insegnamento e di crescita. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme, difficile da colmare, e rappresenta una perdita prematura che ci addolora profondamente. Al tempo stesso, sentiamo forte la responsabilità di custodire e valorizzare quanto ci ha trasmesso, continuando a portare avanti con serietà, passione e dedizione il lavoro e i principi in cui ha sempre creduto”.

“Grazie Antonino. Per noi è stato un immenso privilegio poter lavorare, imparare e crescere al tuo fianco. Il modo migliore per onorare la tua memoria sarà continuare il cammino che ci hai indicato: fare scienza con coraggio, con passione e con l’ambizione di migliorare la vita delle persone”.

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