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Home » Banksy non è più un mistero, identità svelata da un’inchiesta sulle sue opere in Ucraina
Cronaca

Banksy non è più un mistero, identità svelata da un’inchiesta sulle sue opere in Ucraina

Di Sala Notizie13 Marzo 20263 min di lettura
Banksy non è più un mistero, identità svelata da un’inchiesta sulle sue opere in Ucraina
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Il mistero che per decenni ha alimentato il mito dell’arte urbana contemporanea sembra essere giunto a una conclusione definitiva. Un’imponente inchiesta condotta dall’agenzia di stampa internazionale Reuters ha scoperto che dietro lo pseudonimo Banksy si cela Robin Gunningham, un artista di graffiti nato a Bristol nel 1973 che, in seguito, ha assunto il nome di David Jones, nome di battesimo di David Bowie.

 

La scoperta grazie alle opere in Ucraina

Il reportage intitolato “In Search of Banksy”, i giornalisti Simon Gardner, James Pearson e Blake Morrison è il risultato di un meticoloso lavoro di giornalismo investigativo che ha incrociato testimonianze sul campo, analisi video e un attento esame degli spostamenti dell’elusivo street artist inglese. L’identità dell’artista è stata ricostruita attraverso una serie di elementi tra cui un viaggio in Ucraina nel 2022. Grazie proprio a quelle opere, rivendicate dallo stesso Banksy tramite il suo profilo Instagram, come atto di solidarietà verso le vittime dell’intervento militare russo, è stato possibile arrivare a questa scoperta. 

I reporter di Reuters hanno visitato i luoghi dove erano apparsi i graffiti, in particolare la località di Horenka, e raccolto informazioni fra gli abitanti, mostrando loro delle fotografie di diversi street artist, incluso il francese Thierry Guetta, per poter identificare il vero Banksy.

 

Tutte le prove puntavano a Gunningham, individuato già dal tabloid Daily Mail nel 2008

Il giornale affermò a suo tempo che la sua inchiesta, durata un anno, era “arrivata il più vicino possibile a rivelare” l’identità di Banksy, pur mantenendo una certa cautela. Erano emerse anche le foto di Gunningham, ma il manager dell’artista si affrettò a negare lo scoop, alimentando l’alone di segretezza attorno alla star.

Banksy ha successivamente assunto il nome di David Jones ma non è chiaro se lo utilizzi ancora, ancor di più alla luce della scoperta fatta da Reuters che è stata ripresa dai media di tutto il mondo.
È stato anche rivelato che Robert Del Naja, frontman della band trip-hop dei Massive Attack nonché a lungo nella rosa dei possibili Banksy, è stato uno stretto collaboratore dello street artist. I due hanno quindi realizzato alcune opere a quattro mani. 

Altri media in precedenza si erano avvicinati all’identificazione. L’anno scorso la Bbc aveva pubblicato le foto del giovane Banksy ritratto all’opera mentre insegnava come si realizzano graffiti e stencil ad alcuni ragazzini nella sua Bristol durante gli anni Novanta. 

A dare gli scatti all’emittente pubblica britannica era stato Peter de Boer, uno dei responsabili del centro per giovani dove Banksy, all’epoca non ancora famoso, era stato chiamato per alcuni workshop con gli adolescenti, dietro un compenso di 50 sterline per ogni ‘lezione’, per poi un giorno realizzare delle opere valutate milioni di pound. 

 

Il legale di Banksy: “Lavorare in anonimato o sotto pseudonimo serve interessi sociali fondamentali”

L’avvocato di Banksy, Mark Stephens, ha scritto a Reuters, sottolineando che il suo cliente “considera scorretti molti dei dettagli contenuti nell’inchiesta”.

Stephens ha inoltre sostenuto che la pubblicazione di queste informazioni violerebbe la privacy dell’artista, interferirebbe con il suo lavoro e lo metterebbe in pericolo, oltre a danneggiare l’interesse pubblico. 

“Lavorare in anonimato o sotto pseudonimo serve interessi sociali fondamentali”, ha scritto il legale, spiegando che ciò permette agli artisti di “dire la verità al potere senza timore di ritorsioni, censura o persecuzioni”.

Reuters ha comunque deciso di pubblicare l’inchiesta, ritenendo che l’identità e la carriera di una figura con un’influenza così duratura sulla cultura, sull’industria dell’arte e sul dibattito politico internazionale rappresentino una questione di interesse pubblico.

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