Chiusura pesante per le Borse europee, perdono tutte più dell’1%: la peggiore è Piazza Affari (-2,21%) trascinata al ribasso dalle banche, tutte in rosso. -1,62% Parigi, -1,64% Londra e -1,03% Francoforte.

Ad appesantire i mercati le continue tensioni sul prezzo del petrolio – non sembra avviarsi a una soluzione lo scontro sulle stretto di Hormuz – e titoli di Stato. Il greggio continua a correre: Il Brent quotato a Londra (futures di dicembre) supera i 101 dollari al barile, ora crescono anche i timori di uno stop alle esportazioni dalle raffinerie cinesi a ottobre. Sale anche il prezzo del gas a 73,5 euro al megawattora. 

La curva dei rendimenti dei titoli di Stato continua a slittare verso l’alto. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è salito di 12 punti base a 118, livelli che non si vedevano da un anno e mezzo, con il rendimento del decennale al 4,7%. Mentre negli Stati Uniti i rendimenti dei titoli di Stato sono ai massimi da 24 anni.

Guardando i titoli sui listini, a Piazza Affari affondano i bancari: -4,3% per Banca Mediolanum, la peggiore, ma perdono tra il 3 il 4% Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mediobanca. In una giornata di vendite tengono gli energetici, anche se Eni chiude appena sopra la parità e la tecnologia con Stm (+0,73%). In controtendenza Fincantieri, +2,7% complice il clima positivo sulle spese per la difesa europea.

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