Manca poco ormai al consueto cambio dell’ora. Precisamente alle 3 di domenica, come avviene in via definitiva dal 1966, le lancette degli orologi andranno riposizionate indietro alle 2 e passeremo dall’ora legale a quella solare, che poi è quella naturale. 

Operazione che praticamente nessuno compie più. Quasi tutti i nostri dispositivi, infatti, sono connessi a internet e quindi si regolano in automatico. Il rito resiste solo per la sveglia della nonna e per gli orologi a corda. Con quel ticchettio nostalgico che ci riporta all’infanzia.   

Questo passaggio implica che avremo un’ora in meno di luce la sera, ma ne guadagneremo una la mattina. Quindi, domenica potremo restare sotto le coperte per altri 60 minuti. 

Il cambio dell’ora, che in Italia avviene da 60 anni, è adottato da quasi tutti i paesi occidentali, mentre non si usa in parte dell’Australia, in Russia, Argentina, India e Cina. 

Le ragioni dell’alternanza tra ora solare e legale sono principalmente economiche, con ricadute a livello ecologico. Tuttavia, il risparmio energetico è costantemente in calo.

Quest’anno, secondo Terna, sarà di circa 300 GWh. In diminuzione di oltre la metà rispetto ai 20 anni precedenti. L’andamento virtuoso dei consumi è dovuto ai nuovi sistemi di illuminazione led e alla diffusione di elettrodomestici sempre più performanti.   

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