È stata fissata per il prossimo 7 settembre l’udienza davanti al Riesame per Valter Lavitola, accusato di essere mandante dell’attentato al giornalista Rai Sigfrido Ranucci. In quella sede, hanno annunciato i suoi difensori nei giorni scorsi,  l’ex editore e imprenditore dovrebbe rendere dichiarazioni spontanee. Il tribunale del Riesame, dopo il ricorso presentato dagli avvocati Sergio e Arturo Cola, è chiamato a esprimersi sulle esigenze cautelari e sull’aggravante del metodo mafioso contestata. Sempre oggi potrebbe essere fissato l’interrogatorio davanti al pm richiesto dai difensori dei quattro arrestati lo scorso 30 giugno con l’accusa di essere gli esecutori materiali dell’attentato. 

Tempi più lunghi invece per la convocazione da parte degli inquirenti  di Sigfrido Ranucci per sentirlo come persona informata sui fatti. Un  passaggio che avverrà una volta terminata l’analisi dei dispositivi  sequestrati dai carabinieri del Nucleo Investigativo a Lavitola sia  durante la perquisizione che il giorno dell’arresto.

Già questa settimana, invece, potrebbe essere fissato l’interrogatorio davanti al pm richiesto dai difensori dei quattro arrestati lo scorso  30 giugno con l’accusa di essere gli esecutori materiali  dell’attentato. Finora i tre uomini, detenuti in carcere, e la donna,  ai domiciliari, sia nell’interrogatorio di garanzia che in quello  davanti al pubblico ministero titolare dell’inchiesta si sono avvalsi  della facoltà di non rispondere rendendo solo dichiarazione spontanee. 

Ora i quattro, accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento,  aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di  tipo mafioso, sono pronti a tornare davanti agli inquirenti questa  volta per rispondere alle domande. Da loro è atteso un chiarimento  anche sul perimetro del mandato ricevuto da Gomes Clesio Tavares,  ritenuto dagli inquirenti l’intermediario e tuttora in Africa.  

Intanto Gomes Clesio Tavares, accusato di essere, in concorso con Valter Lavitola, il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci, potrebbe essere già partito dal Camerun. L’uomo, secondo quanto si apprende, potrebbe essere già in un altro Stato dell’Africa. Questo, è il ragionamento di chi indaga, potrebbe complicare la strada per una eventuale estradizione richiesta nei giorni scorsi dalla procura di Roma. Sulle tracce di Gomes ci sono i carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dal pm Edoardo De Santis. 

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