Nuovi elementi emergono dalle consulenze disposte dal Gip di Trieste nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Liliana Resinovich, la donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio successivo nell’area dell’ex ospedale psichiatrico della città.

Secondo quanto emerge dagli accertamenti tecnici che saranno illustrati nell’udienza del 30 ottobre, alcune tracce di Dna attribuite a uno stesso uomo non identificato sono state rilevate sui jeans della vittima e su uno dei sacchi neri utilizzati per contenere il corpo.

Le analisi hanno inoltre evidenziato l’assenza di tracce del terreno del luogo del ritrovamento sulle suole delle scarpe indossate da Resinovich. Un elemento che entra nel quadro degli approfondimenti investigativi finalizzati a ricostruire gli ultimi movimenti della donna e le circostanze della sua morte.

Tra gli esiti delle perizie figura anche l’accertamento di un “contatto diretto” tra il giubbotto indossato dal marito, Sebastiano Visintin, il giorno della scomparsa e alcuni effetti personali della donna, in particolare il giubbotto e la borsa.

I risultati degli esami saranno al centro dell’udienza fissata per il 30 ottobre davanti al Gip di Trieste, passaggio atteso per la discussione delle conclusioni dei periti e per le eventuali valutazioni investigative successive.

Il caso Resinovich continua a rappresentare uno dei più complessi e seguiti degli ultimi anni, con nuovi accertamenti che puntano a chiarire quanto accaduto alla donna nelle ore precedenti alla sua scomparsa.

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