Cos’è l’adenocarcinoma polmonare, la neoplasia diagnosticata a Papa Leone XIV? Esistono diversi tipi di tumore ai polmoni, l’adenocarcinoma è il più comune tra i tumori maligni del polmone, è più frequente nei non fumatori ed è il tipo di tumore ai polmoni per il quale oggi esistono più farmaci nuovi.
L‘adenocarcinoma è uno dei 3 sottotipi principali – il più frequente – del tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc): si localizza in sede più periferica, a livello dei bronchi di diametro minore, e rappresenta circa il 60% dei casi, riporta l’Airc in un focus sul cancro polmonare, che nel suo insieme in Italia viaggia al ritmo di 27.100 nuove diagnosi tra gli uomini e 16.400 tra le donne (dati Airtum 2025).
Dal punto di vista clinico si è soliti distinguere 2 tipi principali di tumore del polmone che insieme rappresentano oltre il 95% di tutte le neoplasie che colpiscono questi organi: il tumore polmonare non a piccole cellule (Nsclc) – del quale fa parte anche l’adenocarcinoma, insieme al carcinoma spinocellulare e al carcinoma a grandi cellule – è all’origine di circa l’85% circa dei casi. C’è poi il tumore polmonare a piccole cellule, detto anche microcitoma, responsabile dei restanti 10-15% dei casi.
La prognosi per questo tipo di cancro dipende dallo stadio in cui viene scoperta la malattia (il Santo Padre ha parlato di un nodulo “in una fase molto iniziale e ben localizzato”). Per un adenocarcinoma al primo stadio il tasso di sopravvivenza a 5 anni supera l’80%, ma servono ulteriori esami per capire meglio la situazione specifica di Leone XIV.
L’intervento
I medici hanno asportato il lobo inferiore del polmone destro: la lobectomia prevede l’asportazione sia di un intero lobo del polmone (il polmone destro è composto da 3 lobi, superiore, medio e inferiore, quello sinistro da 2, superiore e inferiore) sia dei linfonodi intratoracici. E’ l’intervento di scelta nei primi stadi della malattia.
Il bollettino ufficiale parla di “tecnica videoassistita”: per operare la via di accesso standard più praticata era la toracotomia, ovvero un’incisione di circa 20 centimetri sul torace. Oggi è possibile evitarla tramite toracoscopia VATS (Video-Assisted Thoracic Surgery, o chirurgia toracoscopica video-assistita), una tecnica chirurgica mini-invasiva, che è la strategia standard che garantisce risultati oncologici sicuri, quindi è ugualmente efficace, con una ripresa più rapida e minori complicanze per i pazienti.
Il decorso post-operatorio
La degenza media per questo genere d’interventi chirurgici è di circa 7-10 giorni. Poi il paziente potrà tornare alle sue normali attività, dopo un periodo di convalescenza variabile.
Per conoscere l’andamento esatto del post-operatorio bisognerà aspettare l’esame istologico completo. Se i linfonodi asportati risulteranno interessati dal tumore si valuterà se fare una terapia post operatoria (di quale tipo lo si deciderà in base di vari fattori che emergeranno dagli esami). Se invece i linfonodi saranno negativi, quindi esenti da malattia, potrebbe bastare la sola operazione chirurgica effettuata perché le probabilità di guarigione sono molto elevate.
Per il Pontefice, come hanno spiegato fonti vaticane, i medici non hanno parlato di chemioterapia. Il trattamento dell’adenocarcinoma polmonare può prevedere trattamenti radioterapici o chemioterapici. Le terapie, ovviamente, variano da soggetto a soggetto.

