Il mondo dell’economia italiana è in lutto per la scomparsa di Paolo Fresco, morto all’età di 93 anni. Manager di statura internazionale e uomo di raffinata cultura, Fresco ha segnato la storia industriale recente, ricoprendo ruoli di primissimo piano a livello globale: è stato il numero due del colosso americano General Electric e, dal 1998 al 2003, presidente della Fiat.
Nato a Milano ma genovese d’adozione, Fresco è cresciuto nel capoluogo ligure, dove si è laureato in Legge e ha frequentato il liceo classico Andrea Doria. Proprio gli anni del liceo lo avevano legato a doppio filo con figure destinate a fare la storia della cultura italiana: era in classe con i gemelli Paolo e Piero Villaggio, e frequentava la cerchia di amici che includeva un giovane Fabrizio De André e Gino Paoli.
Dopo gli esordi nello studio legale Lefebvre D’Ovidio tra Genova e Roma, la carriera di Fresco ha preso il volo verso l’estero. Nel 1991 è arrivata la prestigiosa nomina a vice chairman di General Electric a New York, prima del ritorno in Italia per guidare il ‘Lingotto’ in anni complessi e cruciali.
Nonostante i successi a Londra e New York, il legame con la sua terra non si è mai spezzato.
“Ci ha lasciato un grande italiano, un uomo intelligente e sensibile, e per me soprattutto un amico, oltre che mentore generoso, per il sostegno che mi diede agli inizi della mia carriera“. Cosi’ il presidente di Stellantis John Elkann ricorda Paolo Fresco.
“Sempre leale alla mia famiglia e apprezzato da chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui, nei suoi cinque anni da Presidente seppe dare alla Fiat prospettive mondiali, ponendo le basi per il rilancio degli anni Duemila” prosegue Elkann che conclude: “Oggi che ha raggiunto l’amata moglie Marlene, lo ricordo con affetto, stima e profonda gratitudine“.
