“È un momento delicato. Lo sforzo degli inquirenti dopo l’ordinanza della gip Arcieri ci dà una forte speranza. È importante chiarire che ci sono esiti del Dna interessanti ma non ci sono ancora indagati”. Così in una lettera al Tg1 Paola Cesaroni, sorella di Simonetta uccisa il 7 agosto del 1990 in via Poma, commenta gli ultimi sviluppi delle indagini sul delitto di 36 anni fa. Dopo la scoperta di una traccia appartenente a un soggetto maschile ignoto sul corpetto e il reggiseno insanguinati di Simonetta, i dna di 15 persone sono stati prelevati negli ultimi mesi per essere comparati alla ricerca di un possibile sviluppo decisivo.
“Simonetta è nel cuore dell’Italia tutta ed è oramai il simbolo di tante donne ammazzate che non hanno ancora avuto giustizia”, aggiunge Paola Cesaroni. E conclude: “Da Simonetta passando per Chiara Poggi fino ai giorni nostri. La giustizia, dovuta a tutte loro, preserva la nostra democrazia e riconsegna il senso dello Stato”.
