La tanto attesa decisione della magistratura è arrivata, ma per la coppia anglo-australiana stabilitasi nel casolare di Palmoli, in provincia di Chieti, ha rappresentato una dolorosa delusione. Catherine Birmingham e Nathan Trevallion definiscono l’esito del provvedimento come un verdetto che spezza il cuore: a quasi dieci mesi dal giorno in cui i tre figli — due gemelli e la loro sorellina — sono stati allontanati da casa dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, la possibilità di riaverli con sé appare ancora distante e vincolata a condizioni per loro inaccettabili.
La decisione dei giudici e i timori sull’educazione
Il provvedimento dei magistrati minorili delinea un percorso di ricongiungimento graduale e un preciso indirizzo scolastico. Alla base della cautela dei giudici vi è la convinzione che nei genitori alberghi il timore di perdere il controllo ideologico sui figli. Per questa ragione, al momento sono stati autorizzati unicamente incontri diurni sotto la costante vigilanza dell’assistente sociale, imponendo un continuo via vai tra la struttura protetta e l’abitazione che i genitori considerano insostenibile e lesivo della serenità familiare.
Il nodo dell’istruzione e la via del ricorso
Il contrasto più profondo riguarda l’educazione dei minori. Mentre il tribunale impone l’inserimento in una scuola pubblica, Catherine e Nathan continuano a rivendicare con fermezza la volontà di impartire l’istruzione direttamente tra le mura domestiche. Ritenendo che il decreto non rispetti le prerogative dei genitori né la tutela stessa dei figli, la coppia ha ufficialmente annunciato la decisione di presentare ricorso contro la linea tracciata dai magistrati.
I ritardi segnalati dalla difesa
A rendere ancora più teso il clima è la denuncia del loro legale, il quale fa notare come il percorso di recupero disposto dai giudici non sia in realtà mai decollato. Dal novembre 2025, momento del distacco coatto, il tempo continua a scorrere senza che vi siano passi concreti verso la riunificazione. La battaglia della famiglia nel bosco si sposta ora sul piano legale, decisa a contestare ogni imposizione per poter riportare i bambini alla loro quotidianità.

