Quasi la metà degli italiani non ha redditi “e quindi vive di fatto “a carico” di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su, corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l’IRPEF“.
È quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l’80° anniversario CIDA.
L’Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi “che a pagare sono però i ‘soliti noti'” rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti, vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi, sia i versanti, vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF, “il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l’anno – all’incirca 2mila euro netti al mese – e versano il 65% di tutta l’Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche”.
Sul versante opposto, sono circa 24,8 milioni gli italiani che non dichiarano redditi, corrispondendo poco o nulla delle imposte dirette necessarie, tra le altre cose, a sostenere i costi del nostro welfare.
Infatti, sottolinea l’Osservatorio, nel 2024 sono occorsi 138,33 miliardi per la spesa sanitaria, 180,5 per l’assistenza sociale e altri 13,5 per il welfare degli enti locali. Per finanziare solo queste tre funzioni che, in assenza di contributi di scopo pesano sulla fiscalità generale, è stato sostanzialmente necessario utilizzare tutte le imposte dirette (IRPEF, IRES, IRAP, ISOST e addizionali territoriali), per un totale di 325,27 miliardi, e almeno altri 7 miliardi di imposte indirette.

