Si è spento all’età di 91 anni Silvano Larini, tra i nomi di spicco dell’indagine di Mani Pulite. 

Faccendiere, fu uomo così vicino a Bettino Craxi al punto da esserne soprannominato “il postino” di fiducia.

Sua una biografia definita “fuori dall’ordinario”. Nato a Milano il 17 febbraio 1935, figlio di un imprenditore attivo nell’import-export con l’Estremo Oriente, Larini trascorse parte dell’infanzia a Calcutta, nell’India britannica. Tornato a Milano, studiò architettura al Politecnico. Giovane brillante, anticonformista e perfettamente inserito negli  ambienti della borghesia milanese, l’amicizia con Bettino Craxi fu uno dei fili conduttori della sua vita pubblica e privata. 

Larini frequentava abitualmente la casa del leader socialista in via Foppa, dove il sabato si riuniva una cerchia di amici, ma partecipava anche agli incontri del lunedì con i maggiorenti del partito. Fu attraverso la sua rete di relazioni milanesi che,  secondo le ricostruzioni giornalistiche, si consolidarono anche i  rapporti fra Craxi e Silvio Berlusconi. 

Gli anni del potere socialista

In quel periodo Larini si mosse fra imprenditori, società finanziarie e ambienti politici, diventando un interlocutore operativo di fiducia, Il soprannome “postino di Craxi” gli venne dal ruolo che avrebbe svolto nel trasferimento di denaro e nei collegamenti con gli ambienti del leader socialista.        

Nelle ricostruzioni giornalistiche ricorrono episodi che ne sottolineano l’indole esibita e anticonvenzionale costellata da tre matrimoni. Accanto alla  mondanità, c’era però un’attività professionale concreta: l’incarico  ai vertici di Lombardia Risorse e i rapporti con il Piano  intercomunale milanese, il Pim, struttura di pianificazione  territoriale attorno alla quale gravitavano interessi economici e appalti. Il suo ruolo in quel sistema fu oggetto delle ricostruzioni sulle relazioni fra amministrazione pubblica, imprese e politica. 

Dopo Tangentopoli, Larini si dedicò alla pittura, una passione nata in età giovanile. Nel necrologio affidato oggi al “Corriere della  Sera”, la moglie scrive per annunciarne la morte: “Silvano Larini Architetto. Pittore. Designer. Genius loci. Naturalista. Dieep and refined thinker. Per sempre Viviana”.

 

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