La dura protesta degli autotrasportatori e di molti agricoltori contro il caro carburanti si va sbloccando in Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, mentre in Campania continua con le frange deluse dal decreto del governo: a Napoli un corteo lento di camion ha bloccato l’uscita delle cisterne di carburanti, causando la mancanza di benzina e diesel. Diversi autotrasportatori mantengono presidi fuori dai caselli autostradali.
La protesta degli autotrasportatori nelle regioni meridionali rientra, ma non in Campania dove il fronte dei manifestanti si spacca: riaprono dopo giorni di blocco i centri di smistamento della grande distribuzione, permettendo quindi ad alcune merci fresche di tornare nei supermercati, ma permangono vari presidi da parte dei ‘padroncini’ insoddisfatti dal nuovo decreto del Governo. L’emergenza numero uno al momento è quella dei carburanti: i tir in sciopero stanno ancora bloccando l’uscita delle autocisterne dagli impianti di raffinazione di Napoli Est, e così il 95 per cento delle pompe in regione è a secco. Nel capoluogo sono in sofferenza gli spostamenti di medici e ambulanze, così come la raccolta dei rifiuti, e il sindaco Gaetano Manfredi lancia un appello: “Abbiamo problemi a garantire i servizi essenziali, non si deve far pagare ai cittadini il prezzo della protesta”. Ieri in tutta Napoli si registravano lunghe code ai distributori per fare rifornimento, con alcuni clamorosi casi di speculazione – benzina e diesel venduti anche a 4 euro al litro – su cui indaga la Guardia di finanza. La procura partenopea ha disposto anche accertamenti sui casi di minacce denunciati da alcuni camionisti, che potrebbero essere ricondotti a infiltrazioni camorristiche nella protesta. Ipotesi che i manifestanti respingono con forza: “La camorra non c’entra, siamo delusi dalle risposte del Governo. Il decreto di oggi ripropone misure vecchie o già annunciate, senza intervenire sul cuore del problema: il prezzo dei carburanti. Vogliamo sapere quanto lo Stato sta incassando in più dall’Iva sui carburanti e dove finiranno quei soldi. Se non saranno utilizzati per ridurre il costo dei carburanti, allora il Governo dica chiaramente quale sarà la loro destinazione”. Il fronte degli irriducibili si assottiglia col passare delle ore, permangono alcuni presidi lungo le strade e stamane anche ad alcuni caselli autostradali della A30 Caserta-Salerno. Rimossi la maggior parte dei blocchi anche se, avvertono i camionisti, non sono venute meno le ragioni della protesta e resta lo stato di mobilitazione della categoria. Si rivedono, a macchia di leopardo, frutta e verdura nei supermercati, anche grazie ai trasporti scortati dalle forze dell’ordine o instradati lungo percorsi protetti: hanno viaggiato così un migliaio di camion a Napoli in due giorni e diverse centinaia nel resto della regione per iniziativa dei prefetti. Ma resta la preoccupazione sul fronte dei carburanti: la carenza di combustibile ha condotto al taglio di diversi collegamenti per Ischia, Capri e Procida, oltre che di numerose corse del trasporto pubblico locale in provincia. La situazione è stata affrontata nel pomeriggio in un vertice, convocato dal prefetto di Napoli Michele di Bari: per superare l’emergenza potrebbe scattare un piano di scorte anche per le autocisterne, così come è accaduto per le derrate alimentari.

