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Cronaca

Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene

Di Sala Notizie20 Giugno 20266 min di lettura
Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene
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“Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene“. Sono queste le parole di Stefano Di Giacinto, padre di Sarah e Alisya, le minorenni scomparse da più di dieci giorni dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, riferite da Alessia Natali, referente dell’associazione Penelope Abruzzo. “Ha una sensazione positiva, mista tuttavia a molta preoccupazione e ansia“, riferisce ancora Natali.   

Sul fronte delle ricerche, invece, secondo quanto riferito dall’associazione  presto dovrebbe arrivare sul posto il cosiddetto “Life Seeker”, un dispositivo utilizzato nelle operazioni di ricerca e soccorso per localizzare telefoni cellulari e creare una rete temporanea di comunicazione nelle aree prive di copertura.   

“Io penso – sottolinea Natali – che le ragazze siano uscite dalla struttura aiutate da qualcuno che conosceva la casa-famiglia, aiutandole a passare attraverso punti bui, come quello della finestra rotta. Potrebbero aver percorso una parte del sentiero che dalla struttura conduce verso la Camosciara, non da sole ma supportate da qualcuno che conoscono e di cui si fidano. Da lì, alle prime luci dell’alba, qualcuno potrebbe averle fatte salire in auto per poi procedere verso Pescasseroli“.   

Natali riferisce di non aver avuto alcun tipo di contatto con la madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, né con il suo compagno, che nei giorni scorsi hanno lanciato appelli per il ritrovamento delle giovani. “Conosco invece la compagna di Stefano: tutto si è mosso grazie a lei – conclude -. È stata lei a contattare la nostra associazione. È una persona che non sta con le mani in mano e aveva un buon rapporto con le ragazze“.

Il ritrovamento del fermaglio

Non si sono mai fermate le ricerche di Sarah 12 anni e Alysia 16 anni, le sorelle scomparse da sabato 6 giugno. Nei giorni scorsi era stato ritrovato un fermaglio per capelli che potrebbe appartenere ad una delle due. L’ipotesi che l’oggetto rinvenuto possa essere di una delle ragazze è stata avvalorata da una loro amica che lo ha identificato come un fermacapelli di Sarah. In seguito alla scoperta, i vigili del fuoco, il soccorso alpino della Guardia di Finanza e i volontari stanno battendo, palmo a palmo, l’area del tracciato in cui è avvenuto il rinvenimento, concentrando lì le operazioni. 

L’allontanamento

Alysia e Sarah si sono allontanate dalla casa-famiglia nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, in un arco temporale che va dalle ore 2 alle 5 del mattino. La struttura ospitava le ragazze da quasi un biennio, dopo la brusca separazione dei genitori. Le stanno cercando ovunque, da giorni, ma le giovani sembrano scomparse nel nulla. Il fermaglio è il primo indizio significativo, da oltre una settimana, che potrebbe rappresentare un elemento chiave sulla sorte delle ragazze.

Dopo il ritrovamento del fermaglio rosso, i Carabinieri hanno fatto collocare delle transenne per bloccare la strada di accesso alla struttura della casa famiglia. 

Nel frattempo, i mezzi impegnati nelle ricerche hanno lasciato l’area della casa famiglia, squadre dei vigili del fuoco e carabinieri si sono spostati verso il monte in direzione della riserva naturale La Camosciara, nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. In azione anche un drone dei Vigili del fuoco.

Al vaglio le telecamere e le case dei genitori

Da giorni si stanno analizzando anche i filmati delle centinaia di telecamere di videosorveglianza presenti nella zona in tutti i percorsi che le ragazze potrebbero aver seguito per allontanarsi.

L’ultimo filmato è quello registrato la sera del 6 giugno, poco prima che scomparissero nel nulla, poco dopo essere rientrate nella struttura. Le indagini si concentrano anche sui genitori delle ragazze: Stefano Di Giacinto e Valentina D’Acunto. Le loro abitazioni sono state perquisite.

Le zone della ricerca

Le ricerche sono estese anche alla provincia di Isernia e quindi interessano tutta l’area tra Abruzzo e Molise, nella zona di confine con il Parco, che comprende i territori di Montenero Val Cocchiara, ma anche di Rionero Sannitico, Pizzone, Castel San Vincenzo, Rocchetta e Scapoli, tutti comuni molisani compresi nel territorio del Pnalm.

La testimonianza del fidanzatino di Alysia: “Sono con un parente in un luogo segreto”

Sotto esame anche la posizione di Iosef, il fidanzatino della più grande, Alysia: un ragazzo 18enne egiziano che fino a pochi mesi fa era stato ospite della stessa struttura di accoglienza di Civitella-Alfedena. 

Il ragazzo è stato ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.

I bigliettini in codice

Nella camera delle ragazze, all’interno di questa struttura che ora è sotto sequestro, sono stati trovati dei bigliettini, un codice, per comunicare con l’esterno, molto probabilmente utilizzato per organizzare il loro allontanamento, guidate da qualcuno all’esterno, un familiare, un amico, tutto al vaglio degli inquirenti. Anche il telefono di Iosef potrebbe contenere delle informazioni importanti.

Precedenti analoghi dalla casa-famiglia

Dopo l’allontanamento dalla casa-famiglia dove erano ospitate le ragazze, sono stati segnalati altri casi di allontanamento di minori da quella struttura protetta. Sarebbero almeno 5 le segnalazioni per episodi analoghi avvenuti. Tra i precedenti più significativi, anche la vicenda di una nonna che era riuscita ad allontanare da lì i suoi due nipotini. Non trattandosi di un istituto di pena minorile, gli ospiti non sono costretti in camera. 

Legale della madre: “Noi informati solo dalla stampa”

“Come la mia assistita, anch’io continuo a essere informato sugli sviluppi della vicenda attraverso gli organi di informazione e non dagli inquirenti o dalle istituzioni“: è quanto dichiara all’ANSA l’avvocato Enrico Mastantuono, legale di Valentina D’Acunto, madre di Sarah e Alisya. L’avvocato riferisce all’ANSA delle preoccupazione della madre, che teme possa essere successo qualcosa di grave alle ragazzine. Sempre dagli organi di informazione il legale dice di aver appreso come di un possibile elemento investigativo del presunto aggancio di una cella telefonica riconducibile al compagno della signora D’Acunto che, dichiara, “a quanto mi risulta non è stato ascoltato dagli inquirenti né è destinatario di alcun atto formale“.   

Mastantuono contesta, inoltre, alcune accuse che, a suo dire, sarebbero state rivolte alla sua assistita: “Si punta il dito senza prove. Attendo gli sviluppi della vicenda nelle sedi opportune”, conclude.  

Appello del padre: “Sarah è celiaca, appello ai negozi”

“Ci tengo a ricordare il fatto che Sarah, la più piccola, è celiaca“: così Stefano Di Giacinto, il padre delle due sorelle, in un video diffuso tramite l’Associazione Penelope, lancia un appello a “chiunque nei negozi, nei negozietti” noti qualcuno che acquista prodotti senza glutine, che potrebbero essere destinati alla dodicenne.

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