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Cronaca

Indagine su annunci falsi e phishing

Di Sala Notizie21 Ottobre 20264 min di lettura
Indagine su annunci falsi e phishing
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La Commissione europea ha aperto un’indagine formale su Booking.com, la piattaforma di prenotazioni alberghiere online. Al centro del procedimento ci sono i rischi legati agli annunci di strutture inesistenti, alle truffe informatiche e alla trasparenza delle inserzioni a pagamento. L’obiettivo è verificare se la società abbia rispettato gli obblighi previsti dal Digital Services Act (Dsa), il regolamento europeo sui servizi digitali.

A preoccupare Bruxelles è soprattutto la crescita delle frodi. Secondo i dati riferiti dal portavoce della Commissione per il Digitale, Thomas Regnier- aumentate a livello globale del 500% in tutti i settori industriali- tra il 2022 e il 2024 le truffe hanno fatto registrare un’impennata anche sulla piattaforma, mentre il valore complessivo delle frodi avrebbe raggiunto, nel solo 2024, i 4,2 miliardi di euro.

“Booking non sta facendo abbastanza per prevenire frodi e truffe online”, ha dichiarato Regnier durante il briefing quotidiano con la stampa, illustrando i tre principali filoni dell’indagine.

Annunci falsi e alberghi inesistenti

Il primo riguarda la presenza di annunci fraudolenti, comprese le inserzioni relative a strutture ricettive che non esistono o a sistemazioni non conformi a quanto pubblicizzato.

“Prenoti un hotel, arrivi all’indirizzo indicato e la struttura non c’è”, ha spiegato Regnier, descrivendo uno dei casi segnalati alla Commissione.

Gli investigatori europei intendono accertare se Booking abbia identificato e valutato adeguatamente questi rischi, compresi i casi di usurpazione d’identità, e se abbia adottato misure efficaci per prevenirli. Sarà esaminata anche la capacità della piattaforma di individuare e rimuovere tempestivamente gli annunci falsi o non conformi.

Phishing e richieste di pagamento fraudolente

Il secondo fronte riguarda le truffe di phishing, attraverso le quali i criminali informatici cercano di ottenere informazioni personali o denaro dagli utenti.

Bruxelles teme che le misure di protezione adottate da Booking non siano sufficienti a tutelare i dati di viaggiatori e operatori commerciali, compresi nomi, numeri di telefono e indirizzi e-mail. L’indagine esaminerà in particolare le modalità con cui vengono condivise le informazioni sugli ospiti e sulle prenotazioni con le strutture ricettive, oltre alla progettazione e al funzionamento del sistema di messaggistica interno alla piattaforma.

L’obiettivo è verificare se queste funzionalità possano esporre gli utenti a utilizzi impropri dei loro dati, anche attraverso l’invio di richieste di pagamento fraudolente apparentemente collegate a prenotazioni reali.

Alberghi in cima ai risultati perché pagano di più: il nodo della pubblicità

Il terzo capitolo riguarda la trasparenza degli annunci sponsorizzati. Su Booking le strutture ricettive possono ottenere maggiore visibilità nei risultati di ricerca pagando commissioni più elevate. Una pratica che, sottolinea la Commissione, è di per sé lecita, ma che deve essere chiaramente riconoscibile dagli utenti come pubblicità.

Bruxelles vuole accertare se chi cerca un albergo sia effettivamente in grado di distinguere un risultato mostrato perché pertinente alla ricerca da uno collocato in posizione privilegiata perché sponsorizzato.

La Commissione verificherà inoltre se, per ogni annuncio pubblicitario, gli utenti possano comprendere facilmente chi lo promuove, chi lo finanzia, perché viene visualizzato e come modificare le impostazioni che determinano la pubblicità mostrata.

Il Dsa riconosce infatti agli utenti il diritto di sapere quando un contenuto è pubblicitario e per conto di chi viene presentato.

Booking: “Collaboriamo pienamente”

Booking.com ha assicurato la propria disponibilità a collaborare con le autorità europee. “Collaboriamo pienamente con la Commissione europea e partecipiamo in modo costruttivo al confronto sulle questioni sollevate nell’ambito del Digital Services Act”, ha dichiarato la società in una nota.

“La sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati personali sono priorità assolute per Booking.com”, prosegue l’azienda, ribadendo il proprio impegno a lavorare con governi, autorità di regolamentazione, forze dell’ordine e partner del settore per contrastare la criminalità informatica e le frodi online e proteggere viaggiatori e operatori.

Le possibili violazioni del Digital Services Act

Se confermate, le criticità individuate dalla Commissione potrebbero costituire violazioni degli articoli 34 e 35 del Dsa, che impongono alle grandi piattaforme online di individuare, valutare e ridurre i rischi sistemici connessi ai loro servizi.

Per quanto riguarda gli annunci sponsorizzati, il riferimento è invece all’articolo 26, che stabilisce precisi obblighi di trasparenza sulla natura pubblicitaria delle inserzioni e sull’identità di chi le promuove e le finanzia.

“I cittadini europei dovrebbero poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di essere truffati”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen. “Il Dsa attribuisce alle piattaforme chiare responsabilità per far fronte a tali rischi e dobbiamo garantire che la principale piattaforma di prenotazione in Europa le prenda sul serio”, ha aggiunto.

Indagine prioritaria, possibili misure provvisorie

Il procedimento è stato avviato con la massima priorità. La Commissione proseguirà ora la raccolta di elementi attraverso richieste di informazioni, colloqui e possibili ispezioni.

Nel corso dell’indagine Bruxelles potrà adottare misure provvisorie, arrivare a una decisione formale di non conformità oppure accettare eventuali impegni presentati dalla società per risolvere le criticità contestate.

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