I militari italiani sono saliti a bordo della petroliera Toa Payoh in acque internazionali al largo di Pantelleria. L’operazione è stata condotta dall’equipaggio della nave Thaon di Revel, unità ammiraglia della missione europea EUNAVFOR MED IRINI, creata proprio per pattugliare il Mediterraneo e contrastare il traffico illecito di greggio. L’abbordaggio e le successive verifiche sono durati circa due ore e si sono resi necessari dopo che il comandante dell’imbarcazione si era inizialmente rifiutato di collaborare con le autorità navali dell’Unione Europea.
La strategia della flotta ombra
La nave intercettata, salpata a metà luglio dal Benin e diretta a Istanbul, fa parte della cosiddetta flotta ombra impiegata da Mosca per aggirare le sanzioni internazionali e continuare a finanziare il conflitto in Ucraina. Si tratta di un network composto da oltre 80 vecchie petroliere che navigano frequentemente a transponder spenti e registrate sotto bandiere di comodo straniere, come in questo caso quella del Camerun, per mascherare la reale proprietà e la provenienza del carico.
La stretta sulle navi fantasma
L’ispezione eseguita nel Mediterraneo rappresenta solo l’ultimo tassello di una stretta internazionale sempre più serrata contro i traffici marittimi russi. I controlli in acque internazionali sono pienamente autorizzati dalla Convenzione ONU sul diritto del mare, la stessa cornice legale che ha permesso un mese fa ai Royal Marines britannici di fermare un’altra nave fantasma nel Canale della Manica. Nel Mar Nero, invece, il contrasto a questo tipo di imbarcazioni segrete viene portato avanti direttamente dai droni navali ucraini.