Dieci workshop tra giugno e settembre, trenta artisti formati a Busca, un Toolkit e un corso online gratuiti. È il bilancio italiano del progetto cofinanziato da Creative Europe e coordinato dalla spagnola Proyecto Nagual, con partner in Grecia, Italia e Bulgaria.
Busca (CN), ottobre 2026 – Con i laboratori di settembre si è chiusa la fase operativa italiana di MPAS – Mental Prevention through Artistic Skills, progetto europeo di durata biennale cofinanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione europea. L’obiettivo è usare musica, movimento, teatro, narrazione e arti visive per prevenire il disagio psicologico nei giovani adulti tra i 18 e i 30 anni. Tra giugno e settembre 2026 gli artisti formati dal progetto hanno condotto dieci workshop in Piemonte, sia nella sede dell’Osservatorio P.U.S.H. di Busca sia in collaborazione con altre realtà sociali e culturali della regione.
Il progetto parte da una situazione che chi lavora con i giovani conosce bene. Secondo l’UNICEF, in Europa circa nove milioni di adolescenti convivono con un disturbo mentale; l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica il suicidio come terza causa di morte nel mondo nella fascia tra i 15 e i 29 anni. MPAS non si propone come terapia e non sostituisce i servizi clinici. Interviene prima: crea spazi protetti in cui i giovani possano esprimersi, riconoscersi e ricostruire legami prima che il malessere si trasformi in qualcosa di più serio. L’attenzione va in particolare a chi vive condizioni di fragilità sociale, come giovani migranti, rifugiati, appartenenti a minoranze o senza lavoro.
Il partenariato è guidato da Proyecto Nagual (Spagna), realtà no profit di artisti, facilitatori e terapeuti, e comprende Hope Art (Grecia), le associazioni P.U.S.H. ed Omphalos (Italia) e l’Associazione degli Psicologi della Bulgaria (APB). I lavori sono partiti ufficialmente a Barcellona il 30 e 31 gennaio 2025. In Italia, accanto a Omphalos, il progetto ha trovato nell’Osservatorio P.U.S.H. di Busca la sede delle attività sul territorio.
Un metodo comune, costruito da quattro Paesi
Il primo risultato del progetto è l’MPAS Toolkit, pubblicato a gennaio 2026 e scaricabile gratuitamente dal sito mpas-project.eu. La guida, pensata per artisti e facilitatori, è organizzata attorno a tre dimensioni esistenziali: identità, appartenenza e senso della propria vita. Riprende l’approccio “Art of Connection” sviluppato da Hope Art, fondato su empatia, espressione, generosità e vulnerabilità, e lo intreccia con le cinque fasi della terapia narrativa: costruire uno spazio sicuro, riconoscere la propria storia, esternalizzare il problema, prenderne le distanze e infine darle un nuovo significato. Il risultato è una raccolta di oltre quaranta esercizi, ciascuno con tempi, materiali, indicazioni per chi conduce e i benefici psicologici attesi. Omphalos ha contribuito alla costruzione del Toolkit insieme agli altri partner, portando l’esperienza maturata nella musica d’insieme e nel lavoro con i giovani; l’APB ha garantito l’impostazione trauma-informed, indispensabile quando si toccano temi delicati.
Da Atene a Busca: la formazione degli artisti
Il metodo è stato trasmesso a cascata. A settembre 2025, ad Atene, undici artisti dei Paesi partner hanno partecipato al Training of Trainers per diventare “moltiplicatori” nei rispettivi territori. In Italia la formazione nazionale si è svolta dal 30 gennaio al 1° febbraio 2026 all’Osservatorio P.U.S.H., con il titolo “There Once Was a Fire” e con facilitatori di Proyecto Nagual e Hope Art. Hanno partecipato trenta tra artisti e creativi provenienti da discipline diverse: arti visive, teatro, musica, danza, fotografia, cinema, circo, illustrazione, poesia, storytelling e pratiche somatiche, oltre ad alcuni professionisti della psicologia, dell’educazione e del lavoro di comunità. I tre giorni sono stati costruiti come un viaggio simbolico, dall’arrivo e dalla sicurezza del gruppo fino al racconto, alla trasformazione e all’integrazione finale. Tutti i trenta partecipanti hanno compilato il questionario di valutazione: 27 si sono detti più preparati a progettare e condurre laboratori artistici rivolti ai giovani, 28 consiglierebbero la formazione ad altri artisti.
Dieci laboratori sul territorio piemontese
Tra giugno e settembre 2026 gli artisti formati hanno portato il metodo direttamente ai ragazzi e alle ragazze tra i 18 e i 30 anni. I dieci workshop piemontesi fanno parte dei trenta previsti a livello europeo, con l’obiettivo complessivo di coinvolgere almeno trecento giovani nei Paesi partner. Ogni incontro ha usato linguaggi diversi, dal ritmo alla voce, dal movimento al racconto e alla pittura, per lavorare sulla gestione delle emozioni, sulla relazione con gli altri e sulla consapevolezza di sé. Durante i laboratori sono stati raccolti riscontri dai partecipanti per misurare l’impatto emotivo e sociale del metodo: confluiranno nella valutazione finale del progetto.
«La prevenzione del disagio giovanile ha bisogno di linguaggi nuovi e di luoghi in cui la fragilità non debba essere nascosta. Quello che abbiamo visto in questi mesi in Piemonte è che l’arte, se condotta con metodo e con cura, crea comunità, allena l’empatia e aiuta a rompere l’isolamento. Non è intrattenimento: è un modo concreto di prendersi cura gli uni degli altri.»
Cosa resta dopo il progetto
Il lavoro di questi due anni resta a disposizione di chiunque voglia proseguirlo. Oltre al Toolkit, MPAS ha attivato un corso e-learning gratuito e asincrono, con video tutorial delle attività artistiche e un attestato di frequenza per chi supera la verifica finale. È aperto ad artisti di ogni disciplina, operatori culturali e facilitatori che lavorano o vogliono lavorare con giovani tra i 18 e i 30 anni; non è richiesta esperienza pregressa nel campo della salute mentale. Immagini e testimonianze del percorso italiano sono raccolte sulla pagina Instagram dell’Osservatorio P.U.S.H. (@osservatorio.push) e sui canali del progetto (@mpas_project).

