Sami Abou El Hassan, meglio noto come Sacky nel mondo del trap, è stato raggiunto dall’avviso di chiusura delle indagini con l’accusa di minacce e lesioni personali aggravate dai futili motivi e dalla finalità di discriminazione e odio religioso per un’aggressione – risalente al 1° marzo scorso – subita da due ragazzi argentini arrivati a Milano per frequentare un seminario su insegnamenti e tradizioni ebraiche. Lo riferiscono la Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Giorno.
I due argentini erano usciti da un supermercato nel quartiere ebraico a Milano quando cinque, sei giovani dall’altro lato della strada avevano notato le kippah che le vittime indossavano. Uno di loro aveva gridato “Fuck Israel” e, quando il più giovane si era avvicinato per chiedere spiegazioni, era stato colpito da un pugno che lo aveva fatto svenire e spaccandogli il naso.
Le indagini hanno appurato che è stato proprio Sacky, trapper ventiquattrenne da ottocentomila ascoltatori mensili su Spotify, a indicare le vittime, mentre il suo braccio destro Abdurahman Hamza, pugile per diletto e membro della crew del cantante, aveva sferrato il colpo, tanto che nelle scorse settimane è finito ai domiciliari con le stesse ipotesi di reato di cui ora risponde il trapper. Indagato anche un terzo giovane, accusato di omissione di soccorso per essere fuggito senza aiutare la vittima.
Non è la prima volta che Sacky si fa notare per atteggiamenti violenti. Nel 2020 era stato accusato di lesioni con il collega Neima Ezza, mentre poco dopo erano arrivate nuove accuse per un video armi in pugno con Baby Gang, l’artista con cui aveva condiviso la comunità dopo un arresto nel 2019. Da minorenne era stato in carcere per una serie di rapine.
