Si sono ritrovati all’uscita di scuola e hanno fatto irruzione in un supermercato, saccheggiando gli scaffali e creando agitazione tra clienti e dipendenti. L’episodio è avvenuto martedì scorso a Modena, in un supermercato di via Rainusso, e ha visto protagonisti circa cinquanta giovani, molti dei quali hanno registrato video della razzia poi pubblicati sui social network.
Il raid è durato circa dieci minuti, durante i quali i ragazzi hanno preso dagli scaffali bevande, cibo e altri prodotti, mentre alcuni si coprivano il volto per non farsi riconoscere. I carabinieri intervenuti sul posto stanno ricostruendo quanto accaduto anche attraverso le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza.
Un raid che, però, non è un caso isolato, denuncia il responsabile del supermercato. Non erano mai stati così tanti, “è dall’apertura delle scuole che le scorribande si ripetono”.
Sindaco di Modena: “Dobbiamo agire sulle tre ‘R’: responsabilità, riparazione e rieducazione”
Sull’episodio è intervenuto il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, che ha espresso solidarietà ai lavoratori del punto vendita. “Quanto accaduto all’MD di via Rainusso è un fatto grave – dichiara – la logica del branco può manifestarsi nel furto, come in questo caso, ma può rivolgersi anche contro le persone, con conseguenze ben più gravi. Un dato però deve farci riflettere: siamo di fronte a giovanissimi che agiscono con la convinzione di poter restare impuniti. A Modena abbiamo dimostrato, grazie al lavoro congiunto delle forze dell’ordine e della Polizia locale, che anche i minorenni che commettono reati vengono individuati e chiamati a risponderne”.
Secondo il sindaco di Modena “è arrivato il momento di affrontare seriamente il tema della devianza minorile e del senso di impunità. Continuare a introdurre nuovi reati e ad aumentare le pene, come ha fatto il Governo, evidentemente non basta. È un problema che riguarda città grandi e piccole e richiede risposte concrete. Dire semplicemente ‘sbattiamoli in galera’ non risolve nulla. Dobbiamo agire sulle tre ‘R’: responsabilità, riparazione e rieducazione. Occorrono certezza della responsabilità, la consapevolezza, per questi ragazzi, che ogni azione ha delle conseguenze, e percorsi rieducativi e riparativi rapidi e concreti, attraverso i quali chi commette questi atti sia chiamato a comprendere il danno provocato e a restituire qualcosa alla comunità”, conclude Mezzetti.

