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Home » non fu tutta colpa della tempesta
Cronaca

non fu tutta colpa della tempesta

Di Sala Notizie30 Aprile 20263 min di lettura
non fu tutta colpa della tempesta
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La nuova perizia meteorologica voluta dalla procura di Termini Imerese sul caso Bayesian introduce un cambio di prospettiva. Non riguarda tanto la violenza del tempo, quanto la possibilità di gestirlo. È una differenza decisiva: se il fenomeno era almeno in parte governabile, allora diventa necessario capire con precisione cosa sia stato fatto, o non fatto, a bordo.

La consulenza definisce l’evento come un “groppo”, cioè un aumento improvviso del vento legato a un temporale. Una condizione pericolosa, ma non fuori scala. In altre parole, non un evento inevitabile, per cui l’affondamento può essere letto come il risultato di una catena in cui il fattore umano conta quanto quello naturale.

La notte della tempesta

Il Bayesian era arrivato a Porticello da Cefalù per ripararsi dal peggioramento previsto. Le condizioni iniziali erano relativamente tranquille. Il salto avviene poco prima delle quattro del mattino: il vento cresce, l’ancora non tiene e l’imbarcazione inizia a muoversi.

Pochi minuti dopo arriva la raffica decisiva. Secondo il rapporto britannico, il vento supera i 70 nodi e la barca si inclina fino a 90 gradi in meno di quindici secondi. Da lì in poi, il sistema perde rapidamente ogni equilibrio.

Il momento decisivo

Uno degli elementi più rilevanti riguarda la posizione dello yacht rispetto al vento. Il Bayesian sarebbe stato colpito di lato, aumentando la forza di ribaltamento.

La deriva mobile risultava alzata, una scelta che può avere senso in rada ma che riduce la stabilità in caso di raffiche laterali.

Il problema è anche nella documentazione: il manuale di stabilità non descriveva in modo chiaro questa configurazione. Questo apre una zona grigia tra progettazione e gestione operativa.

L’affondamento diventa inevitabile quando l’acqua entra negli spazi interni. Dopo la sbandata, l’acqua entra e scende verso i ponti inferiori.

Ma il punto cruciale è prima. Esiste una finestra in cui orientamento, chiusure e preparazione possono fare la differenza. Dopo, è come cercare di fermare una porta già spalancata.

Le responsabilità

I dati recuperati dagli hard disk di bordo saranno centrali per ricostruire tempi e reazioni. In un evento così rapido, pochi secondi possono cambiare tutto.

Sono tre le persone indagate: comandante, ufficiale di macchina e marinaio di guardia. La loro responsabilità dipenderà da elementi precisi: prevedibilità del rischio e possibilità concreta di evitarlo.

La perizia meteo restringe il campo delle spiegazioni semplici. La tempesta resta un fattore, ma non basta più a spiegare tutto.

Il caso Bayesian diventa così un problema di allineamento: tra ciò che stava accadendo fuori e ciò che è stato fatto dentro. Ed è in quello spazio, nei minuti prima della sbandata, che si giocherà il senso dell’inchiesta.

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