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Home » Non risulta sciopero della fame dei bimbi
Cronaca

Non risulta sciopero della fame dei bimbi

Di Sala Notizie12 Marzo 20266 min di lettura
Non risulta sciopero della fame dei bimbi
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“Bisogna che ci mettiamo tutti con il massimo impegno per vedere di risolvere una situazione che continua a sembrare, confermo l’impressione, sproporzionata nel suo esito rispetto alle ragioni iniziali”. Così la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, all’uscita dalla casa famiglia dove dal 20 novembre 2025 vivono i bambini della ‘famiglia nel bosco’, da venerdì scorso senza la madre.   

“Sono entrata qui – ha raccontato la Terragni – e già da tempo avevo la sensazione che il difetto stia nel manico di questa vicenda, cioè che probabilmente non ha funzionato qualcosa proprio nei primissimi mesi in cui l’assistente sociale ha preso in carico questa famiglia. Lì le cose si sono messe in un modo storto e non si sono più raddrizzate. Avrei voluto parlare con l’assistente sociale, purtroppo qui non è venuta, avevamo un appuntamento telefonico, però poi mi ha detto che non poteva parlarmi”.   

La Garante ha riferito che quando è arrivata i bambini stavano mangiando, smentendo la notizia circolata in mattinata, secondo la quale uno dei gemelli di 7 anni avesse iniziato uno sciopero della fame. “Li ho trovati un po’ iperattivi, un po’ agitati, con momenti di malinconia, bambini che stanno vivendo e hanno vissuto cose molto faticose”, ha aggiunto. “Sono sicuramente bambini molto intelligenti, quindi probabilmente il fatto che vivessero un tipo di formazione e scolarizzazione diverso non ha compromesso il loro sviluppo cognitivo. Questo, detto da una inesperta, ma sono madre, quindi ho capito che le cose da questo punto di vista sono andate bene. Certo, se si pensa alla socializzazione, alla casa e alla scuola, rispetto a quello che è il percorso che poi si è aperto e sviluppato, francamente tra le due cose c’è una sproporzione evidente”.

Interviene sul presunto sciopero della fame, anche la Garante regionale per l’Infanzia, Alessandra De Febis: “Mi vedo costretta a precisare che sono stata personalmente in visita presso la casa-famiglia che ospita i tre fratellini. Ho pranzato con loro lunedì 9 e nuovamente mercoledì 11, giornata in cui era presente il padre Nathan, condividendo il pasto allo stesso tavolo e potendo quindi constatare direttamente la situazione. Alla luce di quanto verificato, non risulta alcuno sciopero della fame da parte dei bambini. Desidero inoltre sottolineare che Nathan (il padre dei bambini, ndr) si è reso disponibile a un colloquio con gli assistenti sociali e sta iniziando un percorso in questa direzione”.

 

Dello sciopero della fame, è stata l’agenzia di stampa LaPresse a dar conto, riportando dichiarazioni di persone vicine alla ‘famiglia nel bosco’, secondo cui uno dei minori non avrebbe più mangiato fino a quando la madre, Catherine Birmingham, non fosse tornata. La donna è stata allontanata dalla struttura di Vasto (Chieti), in seguito all’ordinanza del Tribunale dei minori dell’Aquila.

 

Martedì prossimo gli ispettori al Tribunale dell’Aquila

E’ stato annunciato, intanto, il giorno in cui gli ispettori del ministero della Giustizia arriveranno per ulteriori approfondimenti sulla vicenda. Martedì prossimo, saranno al Tribunale dei minorenni e non si esclude che possano anche ascoltare i magistrati o anche i diretti interessati. La decisione è arrivata proprio dopo l’ordinanza del tribunale, che ha disposto l’allontanamento della madre dalla struttura. Gli ispettori avevano già acquisito una prima documentazione.

Nathan vede una nuova casa, la famiglia potrebbe trasferirsi lì

Nathan Trevallion ha visitato questa mattina una nuova casa dove potrebbe trasferirsi prossimamente insieme con la moglie Catherine che, da venerdì scorso, è tornata nella casa nel bosco dopo la decisione del Tribunale dei minorenni dell’Aquila di allontanarla dalla casa famiglia dove sono ospitati i loro tre figli. A rivelarlo è stato Armando Carusi, il ristoratore che ha offerto in comodato d’uso gratuito il proprio b&b alla famiglia nell’attesa di una decisione sul ritorno dei bimbi.   

“Con Nathan e il sindaco siamo andati a vedere la casa nuova che il Comune ha messo a disposizione già da un po’ – dice all’ANSA -. Devo dire che Nathan è rimasto molto contento. È una casa nuova, stupenda, isolata, vicina al bosco e a 10 minuti dal loro casolare. Il contratto stipulato con loro per il mio b&b, peraltro, scade a fine mese”.  

Comitato spontaneo manifesta a Roma 29 e 31 marzo

“I figli non sono dello Stato”. “Basta allontanamenti ingiusti. I bambini hanno diritto alla loro famiglia”: sono gli slogan della manifestazione, in programma a Roma il 29 e il 31 marzo prossimi, in difesa della ‘famiglia nel bosco’, ma non solo, decisa all’indomani del presidio spontaneo di sabato scorso con i camper a Palmoli, in provincia di Chieti. 

Le famiglie di neorurali si recheranno a Roma per dare vita a un corteo il 29 dalle ore 15: partenza da piazza Vittorio Emanuele e arrivo a Porta San Giovanni. Il 31marzo, dalle ore 11, flashmob nei pressi di Montecitorio, in piazza Capranica, con la consegna delle istanze ai parlamentari da parte del Comitato spontaneo. Parteciperà una delegazione di genitori ai quali sono stati sottratti i figli.   

“Difendiamo il diritto dei bambini a crescere nella loro famiglia” dicono gli organizzatori dell’evento. Il caso della “famiglia nel bosco”, sottolineano, ha fatto sì che “la questione si stia allargando a macchia d’olio”.  

Sindacato penitenziaria martedì all’Aquila per sostegno a giudici

Il 17 marzo, alle ore 11, il segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria (Spp), Aldo Di Giacomo, sarà dinanzi al Tribunale per i minorenni dell’Aquila. L’iniziativa, promossa dalla Federazione sindacati autonomi-Confederazione nazionale quadri e professionisti (Fsa-Cnqp) e dal Sindacato polizia penitenziaria, punta a sostenere l’operato dei magistrati nel caso dei 3 minori della famiglia di Palmoli (Chieti) che viveva in un casolare nel bosco, conosciuta come ‘famiglia del bosco’. L’appuntamento coincide con l’arrivo degli ispettori, del ministero della Giustizia, incaricati di indagare sulla vicenda. Di Giacomo ha sottolineato che ‘il decreto Caivano prevede fino a 2 anni di carcere per l’inosservanza dell’obbligo scolastico. – Secondo il segretario – il fattore per noi determinante, nella nostra iniziativa, è la presenza nelle carceri di detenuti a bassa scolarità, anche negli istituti per minori, a conferma che è un elemento che, insieme alle attività malavitose di capofamiglia, segna la vita di tantissimi giovani. – ha concluso il segretario generale – Nel caso dei bambini della famiglia del bosco è acclarata la condizione di carenza scolastica. Pertanto, l’operato dei giudici ha una sua validità sul piano giuridico oltre, per noi, di eticità, gli unici che hanno istituzionalmente il compito di occuparsi del futuro dei piccoli”. 

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