È il giorno dell’ultimo saluto a Diomede Barchiesi. Oggi, giovedì 20 agosto, alle 16, la Cattedrale della Madonna del Ponte di Lanciano ha accolto i funerali del 50enne morto, dopo sei giorni di agonia, in seguito al violento pugno ricevuto sul lungomare di Fossacesia. Intorno alla sua famiglia si stringono tre comunità: Lanciano, dove Barchiesi viveva, Fossacesia, teatro dell’aggressione, e Altino, paese di origine dell’uomo

A Lanciano e Fossacesia è stato proclamato il lutto cittadino. A Fossacesia, dalle 16 alle 18, è stato chiesto alla cittadinanza di osservare un particolare momento di raccoglimento: la sospensione della musica nei locali e, dove possibile, la partecipazione degli esercizi commerciali attraverso il parziale abbassamento delle saracinesche. Per l’intera giornata le bandiere degli edifici pubblici comunali saranno a mezz’asta. Il consiglio comunale di Lanciano, nei giorni scorsi, ha osservato un minuto di silenzio in sua memoria.

L’uomo lascia la moglie e tre figli, Manuel, Samuel e Allegra. 

Il punto centrale dell’omelia, come anticipato dal celebrante, non è soltanto il dolore per Diomede, ma anche una riflessione sulla violenza tra adolescenti. Don Angelo parla di una deriva nella quale, tra i ragazzi “spopola uno stile basato sul farsi valere, sul mostrare di non avere paura e sul confrontarsi in maniera dura con gli adulti”

Il pugno, la caduta, i sei giorni di agonia

La tragedia è avvenuta il 9 agosto sul lungomare di Fossacesia: Diomede Barchiesi  è stato colpito al volto dal pugno di un ragazzo di 18 anni. Il 50enne era intervenuto durante una lite che coinvolgeva alcuni giovani, tra i quali anche due dei suoi tre figli

Il colpo lo ha fatto cadere a terra, facendogli perdere conoscenza. Trasportato d’urgenza, in condizioni disperate, all’ospedale di Pescara, Barchiesi è morto il 14 agosto.

L’autopsia, eseguita a Pescara dal medico legale Cristian D’Ovidio, ha evidenziato una estesa frattura del volto, con lesioni alla mandibola e al naso, risultate compatibili con il violento colpo ricevuto. Restano tuttavia da completare gli accertamenti istologici e gli altri esami disposti dopo l’autopsia, che dovranno contribuire a chiarire con precisione il meccanismo che ha determinato il decesso. Gli ulteriori esami proseguiranno a settembre. 

L’indagine sul 18enne

Il giovane che avrebbe sferrato il pugno è ora indagato per omicidio preterintenzionale

L’autopsia ha accertato la gravità delle lesioni provocate dal colpo, ma gli ulteriori esami saranno determinanti per completare il quadro medico-legale e stabilire ogni elemento utile all’inchiesta.

La generosità di Diomede

La famiglia ha scelto di trasformare il dolore in un gesto di solidarietà, con la donazione degli organi di Diomede, secondo la volontà espressa sulla carta d’identità dell’uomo. Cuore, fegato e reni sono stati destinati a pazienti negli ospedali di Bergamo, Pisa e L’Aquila, mentre le cornee sono state prelevate dall’équipe di Oculistica di Pescara.

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