I giudici della corte d’appello di Roma hanno accolto le richieste del rappresentante dell’accusa, che aveva chiesto di confermare, tra gli altri, le pene a 8 anni e 6 mesi per il leader della formazione neofascista Forza Nuova Roberto Fiore e a 8 anni e 7 mesi di carcere per Giuliano Castellino, leader romano del movimento di estrema destra.

La manifestazione era stata convocata in piena pandemia da Covid-19 contro l’obbligo, per accedere ai posti di lavoro, del “green pass”, il codice che certificava la vaccinazione contro il virus, che allora aveva ancora un’elevata mortalità, oppure l’effettuazione di un tampone con esito negativo nelle ore precedenti. Oltre all’estrema destra di Forza Nuova e al movimento di esercenti “Io apro”, avevano aderito anche sigle minori della sinistra radicale, un fatto piuttosto inedito.

Il corteo si divise in vari spezzoni: alcuni si diressero verso i palazzi istituzionali, scontrandosi con la polizia nelle vie del centro della capitale; un altro puntò verso la sede della Cgil e riuscì a farvi ingresso, devastandone il piano terra. Il sindacato era accusato di non avere tutelato i lavoratori non opponendosi all’obbligo di green pass decido dall’allora governo Draghi.

Nei giorni successivi, le dichiarazioni di solidarietà alla Cgil coinvolsero quasi l’intero arco parlamentare. Oggi i giudici della I sezione della corte d’appello di Roma, confermando le condanne emesse in primo grado dal tribunale, hanno riaperto quella pagina di cronaca.

Roberto Fiore, affiancato dai figli, non ha voluto commentare a caldo la sentenza. L’ex militante dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar), Luigi Aronica, condannato anch’egli a 8 anni e 6 mesi, non era presente.

Giuliano Castellino ha ricevuto nuovamente una condanna a 8 anni e 7 mesi. Salvatore Lubrano, Luca Castellini, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa sono stati condannati a 8 anni e 2 mesi.

Agli imputati sono contestati, a seconda delle singole posizioni, i reati di devastazione aggravata in concorso, resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata e istigazione a delinquere.

L’interno della sede Cgil dopo l’assalto del 9 ottobre 2021 (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

L’interno della sede Cgil dopo l’assalto del 9 ottobre 2021 ( ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

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