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Home » per la Procura non è femminicidio, ma omicidio volontario
Cronaca

per la Procura non è femminicidio, ma omicidio volontario

Di Sala Notizie12 Luglio 20265 min di lettura
per la Procura non è femminicidio, ma omicidio volontario
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Non femminicidio, ma omicidio volontario con arma. E’ il capo d’ imputazione che la procura di Ancona contesta a Sami Khemaies, reo confesso dell’assassinio della moglie Luigia Fortunato, giovedì sera a Loreto. Una differenza significativa: l’omicidio volontario prevede una pena da 21 anni, aumentati di un terzo se commesso con arma, il reato di femminicidio, introdotto nel dicembre dell’anno scorso, prevede invece l’ergastolo, ma riconosce la matrice di genere ed è contestato per omicidi commessi per odio, discriminazione, prevaricazione o per motivi di controllo e possesso. Una situazione che, almeno al momento, il sostituto procuratore Rosario Lioniello, non ha ravvisato. Il capo di imputazione potrà in ogni caso essere modificato nel corso delle indagini. 

Secondo Simone Matraxia, difensore di Sami Khemaies: “Il Pubblico Ministero ha deciso per l’omicidio volontario e non il femminicidio perché non ha ravvisato alcun esercizio di prevaricazione o di possesso né l’omicidio può essere ricondotto ad un rifiuto della donna ad una pressione del marito a tornare insieme”. Il legale ha poi aggiunto che il suo assistito ha espresso la volontà di collaborare. Cristina Perozzi, legale della famiglia di Luigia Fortunato, ha sottolineato come sia ancora prematuro fare ipotesi di reato. “Le autorità stanno indagando – ha detto – Dobbiamo lasciare lavorare tranquillamente la magistratura e gli inquirenti, verso i quali ho massima fiducia“.

 

Intanto è fissata per domani l’udienza di convalida del fermo di Sami Khemaies, in collegamento dal carcere anconetano di Montacuto, dove si trova dopo essere stato arrestato. Martedì invece si terrà l’autopsia sul corpo di Luigia Fortunato. Due momenti dai quali ci si attendono elementi per ricostruire la dinamica dell’omicidio.

Secondo quanto emerso finora i due erano separati in casa da tempo e le tensioni sarebbero esplose dopo un episodio al centro estivo del figlio della coppia, durante il quale l’uomo aveva dato in escandescenze contro un altro genitore. Da qui la discussione in casa e poi il litigio. Al centro della ricostruzione anche la dinamica della lite: Luigia Fortunato è stata colpita diverse volte con un coltello, trovato sul luogo dell’omicidio, ma secondo quanto dichiarato finora da Khemaies lui avrebbe strappato l’arma alla donna, che lo avrebbe minacciato. Tutti elementi da sottoporre a verifica.

Ministra Roccella: “Leggi ci sono ma è importante l’applicazione”

“L’uccisione di Luigia Fortunato a Loreto, e la qualificazione giuridica del reato contestato al presunto autore, ex della vittima e padre di suo figlio, ripropone la questione del significato del femminicidio. Il reato di femminicidio, che finora al presunto assassino di Luigia non è stato contestato, non riguarda infatti il genere di appartenenza della vittima, ma la ragione per la quale viene uccisa“. Lo dichiara in una nota Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.
“Come abbiamo ripetuto più volte – prosegue Roccella -, uccidere una donna non è più grave che uccidere un uomo. Ciò che caratterizza la fattispecie del femminicidio, in estrema sintesi, è la risposta affermativa a una domanda: a parità di situazione e di condizioni, un uomo sarebbe stato ucciso? Un rifiuto, la fine di un relazione, una conflittualità, una scelta di libertà, porta all’uccisione di uomini da parte delle donne con la stessa frequenza con cui conduce invece all’uccisione di una donna? E’ questa la radice storica, culturale, che si riscontra nel numero delle donne uccise ogni anno e motiva una specificità giuridica che abbiamo voluto introdurre nel codice penale“.

 

Il centro antiviolenza: “Gesto non può essere giustificato, confidiamo nelle indagini per quanto riguarda il reato di femminicidio”

“La nostra esperienza dice che il gesto dell’uccisione è l’estremo gesto rispetto a una storia di scontro e sopraffazione che viene vissuto in casa. In ogni caso non può esserci giustificazione“. Ad affermarlo all’ANSA è l’avvocata Roberta Montenovo, presidente dell’associazione Donne e giustizia che gestisce il Centro antiviolenza (Cav) della provincia di Ancona, in merito all’uccisione a Loreto (Ancona) di Luigia Fortunato da parte dell’ex marito. 

Montenovo fa riferimento al rischio di “rivittimizzazione” della donna. Per quanto riguarda la possibilità che venga contestato o meno il reato di femminicidio – l’uomo ora si trova nel carcere anconetano di Montacuto con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato – Montenovo ha sottolineato come il procuratore “abbia voluto prendere una via più cauta perché il maltrattamento in famiglia non sappiamo se c’era“. 

“Considero positivamente il fatto che il magistrato, in modo preciso e puntuale, sia partito da una base con riserva di verifica e di modifica del capo d’imputazione in base a quello che emergerà. – ha concluso l’avvocata – Non dobbiamo però far passare il messaggio che se non c’è denuncia non ci sarà mai il femminicidio. La procura comunque non lo ha escluso e vuole approfondire. Questa richiesta di approfondimento la prendiamo per buona, anche per il fatto che la loro situazione fosse così sconosciuta. Confidiamo nelle indagini“.

 

La legale della famiglia: “Grave vittimizzarla ancora”

“Non può esserci giustificazione e, soprattutto, non si possono attribuire colpe a Luigia Fortunato, uccisa a coltellate dall’ex marito giovedì sera nella casa dove vivevano con il loro figlio di 8 anni”. Sono le parole della legale della famiglia della donna, Cristina Perozzi, che interviene sulla decisione del pm della Procura di Ancona.

“Luigia era una madre meravigliosa e irreprensibile – dice – In quella famiglia non c’era conflittualità ma un padre disfunzionale con precedenti di reato. Lei sollecitava l’uomo a riabilitarsi, consentendogli di avere contatti con il figlio“. E dunque “sono sconcertata da questa comunicazone che la rivittimizza” ha aggiunto sottolineando però che è “ancora prematuro” fare ipotesi di reato. “Dobbiamo lasciare lavorare tranquillamente la magistratura e gli inquirenti, verso i quali ho massima fiducia“.

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