La diplomazia tra Washington e Teheran rischia il collasso definitivo. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’accordo provvisorio di cessate il fuoco concordato a metà giugno con l’Iran potrebbe considerarsi “concluso” in seguito ai ripetuti attacchi alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, che hanno risposto bombardando oltre 90 obiettivi militari in territorio iraniano, stanno valutando un radicale cambio di strategia. Pur non parlando esplicitamente di un ritorno alla guerra aperta, Washington punta ora a imporre un “prezzo elevato” al regime per indebolire le sue capacità balistiche e navali.

Sul fronte interno americano, intanto, si è aperto un nuovo durissimo scontro istituzionale e mediatico. L’amministrazione Trump ha fatto notificare dal Dipartimento di Giustizia diversi mandati di comparazione (subpoena) a giornalisti del New York Times direttamente nelle loro abitazioni. La mossa, condannata dal Comitato per la protezione dei giornalisti come un grave atto di intimidazione, è scattata dopo la pubblicazione di un articolo firmato da quattro reporter del quotidiano in cui si rivelavano presunte falle di sicurezza nel nuovo Air Force One (il velivolo donato dal Qatar), legate anche a possibili minacce di ritorsione provenienti proprio dall’Iran.

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