Elly Schlein dal festival Open di Parma fotografa un Paese in stallo dopo quattro anni di Meloni. “Abbiamo un’economia ferma: calo della produzione industriale da più di tre anni, stipenditra i più bassi d’Europa. Lo dicono Istat ed Eurostat, non il Pd“. Le famiglie, aggiunge, hanno recuperato meno potere d’acquisto rispetto alla pandemia. Il costo dell’energiaè “il più alto d’Europa in assoluto”: “Il resto del continente è giallo e verde, l’Italia rossa scura”. La crescita, tra lo 0 e l’1%, “ci vede tra i fanalini d’Europa e in fondo ai G20“. Per la segretaria dem il governo “ha fallito sul piano economico e sociale”. Serve “un’alternativa solida e credibile” che rimetta al centro “la questione socialeed economica”.
Sulla lettera a Palazzo Chigi firmata solo da lei replica a Enrico Mentana: “Non è una novità e non c’è una ragione specifica. So fare opposizionesoltanto così: accanto a ogni critica metto una soluzione”. Chiede all’esecutivo di indicare a Bruxelles come usare i 14 miliardi di flessibilità per far scendere le bollette di imprese e famiglie. Il lavoro resterà unitario: Alleanza Verdi e Sinistrasta già preparando una proposta comune sull’energia.
Per la coalizione l’ordine è fisso. “Prima il programma, lo chiede la nostra gente. Poi i nomi, poi la guida”. O “accordo come nei maggiori Paesi europei, dove guida chi ha più consenso”, oppure primarie, “a cui mi sono sempre detta disponibile”. Sul M5s, il cui percorso si è chiuso oggi, vede “molte cose condivisibili, se non sovrapponibili”. Il cantiere comune, precisa, è già aperto: nel 2023 sono arrivati salario minimo e congedo paritario. “Sulle differenze troveremo un compromesso. Quando ci mettiamo insieme governiamo bene“.
Sui tempi elettorali scarica la responsabilità sulla premier: “Deve dire quando si vota, e per me prima è meglio è. Quando sarà, ci faremo trovare pronti”. Poi il muro sulla legge elettorale, “pessima” e con “parametri incostituzionali“. Il premio di maggioranzaè “abnorme” e realizzare il premieratocon una legge ordinaria è “un segnale di debolezza”. Niente indicazione del premiersulla scheda: “O l’accordo è questo, oppure se gli altri non ci stanno si va alle primarie”. Con gli alleati, dice, “ci sentiamo quasi ogni giorno”.
Sull’Ucrainala linea resta quella di “sostenere un Paese invaso fino a una pace giusta, che non è una resa all’aggressore”. Da Bruxellespretenda “una sola voce negoziale”, capace di isolare Putin. Da europeista “soffro” nel vedere il dossier in mano agli inviati di Trump con Putin e Zelensky: “Dov’è la nostra Ue? Serve una voce forte che superi l’unanimità“. Con gli alleati, differenza inclusa, “discuteremo fino al compromesso. Non faremo più il favore alla destra di dividerci, come nel 2022“.
Sull’università, dopo l’attacco della premier: “Ho detto la verità. Quella spesa è diminuita in rapporto al Pil“.

