Vetrine divelte, bombe carta e centri cittadini messi a ferro e fuoco. Da Milano a Torino passando per Bologna, sono stati tanti i momenti di scontri e tensioni che si sono registrati nell’ambito dei cortei organizzati contro il caro vita organizzati dal Comitato ‘Italia in piazza’. 

La situazione più grave nel capoluogo lombardo. Qui decine di manifestanti sono stati fermati e portati in Questura. La tensione maggiore si è verificata in Piazza Duomo dove si sono registrate scene da guerriglia urbana con bombe carta lanciate contro la polizia di Stato e con un cantiere dato alle fiamme. Una decina di persone è finita in ospedale. Circa 50 persone sono state portate in Questura.

Tensioni anche a Torino dove c’è stata un’irruzione alla Feltrinelli in Porta Nuova con i manifestanti che hanno scaraventato atterra alcuni libri. Il bilancio parla di 12 persone bloccate dalla polizia, tra queste 10 minori.

Milano, piazza Duomo diventa un campo di battaglia

A Milano la giornata di mobilitazione indetta da “Italia in Piazza” è iniziata in piazza del Duomo con un concentramento di alcune centinaia di persone, in prevalenza ragazzi e minorenni. Riuniti in cerchio hanno intonato l’Inno d’Italia, seguito da slogan contro Salvini e Meloni (“Fascisti carogne tornate nelle fogne”). Prevalevano le bandiere italiane, con qualche bandiera della Palestina; in testa al corteo uno striscione recitava “più soldi alle famiglie meno alle guerre” e “uniti si vince”. Più indietro si notavano anche genitori con bambini delle scuole medie ed elementari. Il movimento, composto da anime diverse, ha richiamato l’unità come uno dei suoi temi principali.

Il corteo, a cui hanno partecipato oltre cinquemila persone, è poi partito da piazza del Duomo. La protesta era rivolta contro il carovita, la sanità pubblica “scadente”, stipendi bassi e le condizioni delle scuole pubbliche, oltre che contro il governo. I disordini sono scoppiati in via Broletto, all’altezza di via San Tomaso, dove il corteo si è bloccato. Da parte dei manifestanti è partita una fitta sassaiola contro la polizia in tenuta antisommossa; sono state lanciate anche bombe carta e fuochi pirotecnici. Gli agenti hanno risposto con una carica di alleggerimento e, in seguito, con cariche più decise dopo tentativi di forzare il cordone di sicurezza. Il corteo si è spezzato in due e gruppi di giovani si sono diretti verso via Bossi.

Durante gli scontri sono state danneggiate pensiline ATM e le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. Si sono registrati contusi tra i manifestanti, tavolini divelti e il ferimento lieve di una fotografa. Secondo quanto riferito, alcuni ragazzi sono stati fermati e un agente è rimasto ferito. Le forze dell’ordine hanno ordinato l’interruzione immediata della manifestazione.

Dopo lo scioglimento del corteo a Cordusio, le tensioni sono proseguite: un centinaio di ragazzi vestiti di nero ha “spadroneggiato” in Galleria Vittorio Emanuele II, dove la polizia ha effettuato una carica. Turisti sono rimasti ai lati a filmare con i telefonini, mentre commessi e clienti si sono asserragliati nei negozi di lusso con le saracinesche abbassate. Sono esplose altre bombe carta.

Bologna: scontri in zona stazione al corteo di “Italia in Piazza”

A Bologna gli scontri si sono concentrati davanti alla stazione, in Piazza Medaglie d’Oro, dove gruppi di ragazzini incappucciati hanno lanciato sassi, oggetti, fumogeni, bottiglie di vetro e transenne. Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti e lacrimogeni per respingere i tentativi di avvicinamento all’ingresso della piazza. Decine di Mobike sono state buttate a terra. L’aria è rimasta acre mentre la protesta si è spostata verso i viali circostanti e in direzione della centrale Via Indipendenza.

Il corteo di “Italia in Piazza”, inserito nella giornata di mobilitazione studentesca nazionale, era partito nel primo pomeriggio da Piazza Minghetti con cori contro il carovita e gli aumenti dei prezzi, proseguendo poi per via Farini e via Marconi. In zona stazione un gruppo si è staccato dirigendosi verso la piazza antistante. La via davanti alla stazione è stata presidiata da Polizia e Carabinieri con caschi e scudi. Alcuni giovani sono stati bloccati all’incrocio dei Viali di Circonvallazione, tra il Ponte di Via Matteotti e Via Indipendenza.

Sono sette le persone fermate dalla Polizia di Stato; la loro posizione è al vaglio. Secondo quanto riferito non ci sarebbero stati contatti fisici diretti, ma i manifestanti hanno lanciato oggetti e gli agenti hanno utilizzato idranti e qualche lacrimogeno per disperdere la folla.

Torino: tensioni e scontri al corteo contro il caro vita

A Torino la manifestazione contro il caro vita si è svolta in Piazza Castello, con al centro delle contestazioni la benzina alle stelle, le bollette altissime e gli stipendi ritenuti inadeguati. Si sono registrati momenti di tensione quando alcuni infiltrati, vestiti di nero, mascherati e incappucciati, si sono scagliati contro alcune persone creando scompiglio. Gli stessi manifestanti li hanno poi trattenuti e neutralizzati.

Durante la protesta sono scoppiati scontri tra manifestanti e polizia. Un folto gruppo di giovani ha fatto irruzione nella libreria Feltrinelli di Porta Nuova, scaraventando a terra i libri. La mobilitazione era rivolta contro il rincaro dei carburanti e delle bollette e contro gli stipendi considerati insufficienti.

Torino, scontri alla manifestazione contro il caro vita – 171026 (LaPresse)

Meloni: condannare le violenze senza ambiguità

“Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è. Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinchéogni mobilitazione sia pacifica. Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”. 

Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pubblicando un video dei disordini in piazza Duomo a Milano e parlando di “teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città”.

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